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Liam e Emma in Svizzera, Leonardo e Sofia in Ticino
Immagini articolo
Bebè con nomi corti
ma Tommaso resiste
PATRIZIA GUENZI


Piacciono i nomi brevi. Angelica, Alessandra, Pierluigi o Raffaele sono out. Da qualche anno vanno per la maggiore Liam, Noah e Leon, per i maschi, Emma, Mia e Sofia, per le femmine. Poche sillabe, chic, per chiamare molti tra gli 87.851 bimbi nati lo scorso anno in Svizzera. In leggero aumento rispetto all’anno prima, quando i bebè erano stati 87.381. Mentre continua a calare il numero delle giovani madri. La percentuale di mamme tra 30 e 34 anni ha segnato un aumento costante dall’inizio degli anni 1970 al 2001. E continua a salire il numero di chi partorisce a 35 anni e oltre.
Comunque sia, il fatto che a livello elvetico rispetto allo scorso anno il saldo delle nascite sia più che positivo non può che rincuorare. In tempi in cui anche il futuro a breve termine dell’Avs appare a tinte fosche benvengano nuove forze che andranno a rimpinguare i conti pensionistici. Buone notizie sul fronte della natalità pure in Ticino, dove i numeri tengono. Anzi, alla clinica Santa Chiara di Locarno, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nel 2019 sono nati 11 bebè in più, 208 al 27 novembre. Nelle quattro maternità dell’Ente ospedaliero cantonale a fine settembre sono state registrate 1.259 nascite; 584, nei primi dieci mesi di quest’anno, alla clinica Sant’Anna di Sorengo. E proprio la natalità sarà il tema dominante della prossima edizione di Illustrazione Ticinese, in uscita con il Caffè domenica 8 dicembre. Un numero monotematico, come sempre, proprio su gravidanza, maternità, figli, genitori, tra sogni, speranze, preoccupazioni. Con la testimonianza di una supermamma, 50 anni e ben dieci figli all’attivo.
Tornando ai nomi, è dunque probabile che quest’anno saranno ancora più numerosi i bimbi chiamati Emma o Liam. Anche se, guardando in generale nel panorama dei nomi di battesimo elvetici prevalgono Daniel, Peter e Thomas, in ordine di preferenza, per lui, e Maria, Anna e Ursula, per lei. Nomi che sono stati molto diffusi per lunghi periodi o scelti negli anni del baby boom, Daniel, Peter e Anna soprattutto. Fortemente influenzati anche da valori socioculturali e da tradizioni legate alla religione che vanno poi a riflettersi nella statistica, come Maria ad esempio. In generale, comunque, nomi brevi. Stessa specificità anche per la maggior parte degli altri, quelli che rientrano nella classifica dei primi venti nomi scelti nel 2018, dove ricorrono Martin, Bruno, Urs, Luca, Ruth, Karin, Erika, Rita.
Vero è che, grazie anche all’arrivo in Svizzera di persone provenienti da altre nazioni, capita di sentire nomi decisamente stranieri. E così sarà sempre più spesso. Tra qualche anno, tra i preferiti potrebbe dunque piazzarsi Akal, Dritan, Fatbardha, Jolanta, Maroussia, Ura.
Intanto, pochi sono i nomi che restano sul podio per oltre un decennio. A parte gli intramontabili Anna, Samuel e Alexander. Anna soprattutto, un tempo scelto perché è quello di una santa e che oggi resiste perché è breve, facile da pronunciare e ha un suono armonico.
Come abbiamo visto, alcuni nomi molto amati ai tempi dei nostri nonni, come Emma, Max e Lina, sono dapprima scomparsi per poi ritornare in auge ai giorni nostri. E se in Svizzera sembrano prevalere i nomi brevi, in Italia tengono bene Francesco, Alessandro, Leonardo, Tommaso, Beatrice, Martina, Rebecca.
p.g.
01.12.2019


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