In Svizzera grandi disparità tra cantoni nella profilassi
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Un bambino su venti
non è stato vaccinato
PATRIZIA GUENZI


Un bambino su venti arriva all’età di 2 anni senza aver fatto neanche una delle vaccinazioni raccomandate dalla Confederazione. Ma lo studio di Helsana dimostra che questa quota sta lentamente diminuendo. "In generale i tassi di vaccinazione sono inferiori a quanto ci si aspettava - osserva Ulrich Heininger, primario di pediatria all’ospedale universitario di Basilea interpellato nello studio di Helsana -. Ma stanno salendo e sono convinto che continueranno a farlo".
In Svizzera per i neonati si raccomanda di effettuare le vaccinazioni di base contro difterite, tetano, pertosse, infezioni invasive da haemophilus influenzae di tipo B, poliomielite, morbillo, parotite e rosolia. Inoltre si consiglia di proteggere i propri figli anche da malattie rare ma potenzialmente mortali, come lo pneumococco e il meningococco del gruppo C.
Non tutti i genitori però seguono questi consigli. Con grandi disparità tra i cantoni. Ad Appenzello Interno il 14,2 per cento dei bambini di due anni non è stato sottoposto ad alcuna vaccinazione. A Ginevra, Basilea Città e Basilea Campagna, invece, i bambini non vaccinati sono pochissimi. Anche il Ticino è tra i cantoni più virtuosi, con meno del 3 per cento di bambini di due anni non vaccinati.
Molto dipende, sostiene lo studio, dalla situazione socio-economica dei genitori. Spesso sono quelli con uno status più elevato ad essere maggiormente critici nei confronti dei vaccini. Ma molto dipende anche dalla politica più o meno attiva adottata a livello cantonale. È importante che siano i medici stessi a contattare le famiglie per ricordare loro le scadenze. Perché è dimostrato che tre famiglie su dieci non sono al corrente del piano svizzero di vaccinazioni.
In ogni caso, nonostante in Svizzera le vaccinazioni non siano obbligatorie, Helsana stila un bilancio positivo. Negli anni è progressivamente aumentato il numero di bambini vaccinati e nel contempo le malattie infantili pericolose sono state praticamente debellate. Ma resta un margine di miglioramento. "Per aumentare ulteriormente la percentuale di bambini vaccinati - sostiene il dottor Heininger -, si potrebbero prevedere degli incentivi finanziari. Ad esempio sotto forma di una riduzione dei premi di cassa malati o di un sistema di bonus per coloro che hanno fatto tutti i vaccini nei tempi raccomandati".

a.s.
02.12.2018


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