Mazzone, vicepresidente dei Verdi, e la corsa al Governo
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'Noi Verdi pronti a dare
un segnale storico'
ANDREA BERTAGNI


ora? Ora che anche il Ppd, dopo il Plr e l’Udc, non sosterrà il prossimo 11 dicembre la candidatura in Consiglio federale della presidente dei Verdi, Regula Rytz, cosa farà il partito ecologista? Lisa Mazzone, vicepresidente e consigliera agli Stati verde, non ci pensa due volte. "La nostra strategia è stata decisa dagli elettori, che hanno voluto dare un segnale storico per il clima e la sostenibilità - spiega al Caffè -. Nell’ultimo secolo nessun altro partito ha conquistato così tanti seggi come noi lo scorso 20 ottobre. Inoltre sono quattro anni che avanziamo nei parlamenti cantonali". Mazzone mostra determinazione. Per lei l’onda verde è arrivata dal basso. Dalla gente. Come mai in passato. E gli elettori si aspettano arrivi sino al governo. "La vera domanda è se adesso il Parlamento rispetterà questa volontà di cambiamento - prosegue Mazzone -; il Ppd ha tempo ancora fino all’11 dicembre per decidere: davvero i conservatori vogliono sottrarsi davanti a questa responsabilità?". I Verdi non lo auspicano. Anche perché il Ppd, Mazzone lo riconosce, ha un ruolo fondamentale in entrambe le Camere del Parlamento. "E come tale può giocare il suo ruolo di leader anche nell’Esecutivo". Ecco perché la vicepresidente dei Verdi svizzeri non vuole neppure prendere in considerazione l’ipotesi che l’11 dicembre non sarà eletto alcun ecologista. Costringendo il partito all’opposizione in Parlamento. "Quella del 20 ottobre è stata una vittoria storica, ora abbiamo una grande responsabilità alla quale non ci possiamo sottrarre nel fornire soluzioni per l’ambiente in Consiglio federale. Gli elettori hanno dato un indirizzo chiaro. E come per il riscaldamento climatico, c’è urgenza di agire. Noi siamo pronti ad assumerci questa responsabilità". Anche perché per il partito che nelle urne ha trasformato l’onda verde in voti, oggi il Governo non rappresenta più gli equilibri parlamentari decisi dagli elettori. "La maggioranza Plr-Udc non rispecchia più le forze nel Legislativo - prosegue - noi ci assumiamo la nostra responsabilità, ma adesso tocca agli altri partiti fare altrettanto, modificando la ‘formula magica’".
Nel frattempo però, tra i contrari a un cambiamento così drastico nella ripartizione dei seggi nella stanza dei bottoni, ci sono proprio quelli che dovrebbero essere più vicini alle sensibilità ambientali. "I Verdi liberali hanno sostenuto la candidatura al Consiglio degli Stati di Regula Rytz - sottolinea Mazzone -, quindi mi sembra che Rytz possa essere anche la loro candidata giusta per portare in Consiglio federale la voglia di cambiamento emersa dalle urne".
La vicepresidente dei Verdi insomma tira dritto. "Se vogliamo una società aperta e progressista è necessario che la maggioranza in Governo corrisponda a quella del Parlamento". Una convinzione, quest’ultima, secondo Mazzone, condivisa anche dai Verdi liberali. "Oltre alle questioni ambientali, noi e i Verdi liberali la pensiamo allo stesso modo sull’importanza degli equilibri nell’Esecutivo e nel Legislativo".
La strategia ecologista appare dunque ben delineata. Sarà in grado di portare i frutti sperati? Per saperlo non resta che attendere.
abertagni@caffe.ch
24.11.2019


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