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In due regioni tedesche si vota e la Cdu rischia di perdere
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Il partito della Merkel
tra scandali e dimissioni
STEFANO VASTANO DA BERLINO


Per la Cdu peggio di così il cosiddetto "super-anno elettorale" non poteva iniziare. Oggi, domenica 14 marzo, si vota nel Baden-Württemberg e in Renania-Palatinato. Due regioni, due test decisivi prima che, il 26 settembre, si arrivi alle elezioni federali: le prime in cui il candidato alla cancelleria della Cdu non si chiamerà più Angela Merkel.
E in una Cdu, guidata dal 16 gennaio scorso da Arnim Laschet, alle prese con lo scandalo delle tangenti incassate per le mascherine che ha coinvolto, in una Germania già sconvolta dal virus, due suoi deputati. Uno dei quali, Nikolas Löbel, proprio del Baden-Württemberg. In questa tempesta Winfried Kretschmann, il premier Verde della regione, è sicurissimo di vincere. Nei suoi manifesti elettorali si presenta con una sola frase:  "Sie kennen mich" (sapete chi sono, mi conoscete).
È dal 2011 che il pimpante 72enne è il potente premier nel Land della Mercedes-Benz e della Porsche, e in Germania è lui il primo e sinora unico premier regionale dei Grünen. Cinque anni fa però i Verdi incassarono la bellezza del 30 per cento dei voti nel Baden Württemberg, e la Cdu il 27 per cento dei consensi.
Oggi invece Susanne Eisenmann, la rivale della Cdu, rischia di racimolare circa il 24 per cento, in ogni caso il peggior risultato della Cdu nella più ricca regione tedesca. Un Land, questo di Stoccarda, che il partito che fu di Kohl e poi di Merkel ha governato per decenni. Anche per questa lunga tradizione, nell’anno del virus e degli scandali del partito, lo slogan di Kretschmann colpisce tanto: "Sie kennen mich" fu la frase che Angela Merkel pronunciò nel suo duello elettorale del 2013. Altri e più gloriosi tempi per la Cdu. Oggi a Stoccarda e dintorni il 70 per cento degli interpellati spera che Kretschmann resti al governo. Persino la prosecuzione dell’attuale coalizione dei Grünen con la Cdu è in forse a Stoccarda, visto che una tra Verdi, Spd e Fdp risulterebbe altrettanto stabile.
È la stessa coalizione "semaforo" al potere in Renania-Palatinato. Dove, dal 2013, è la socialdemocratica Malu Dreyer a governare la regione di Magonza. Sino ai primi di febbraio però la Spd arrancava nei sondaggi dietro la Cdu del candidato Christian Baldauf. Poi è esplosa "la catastrofe delle mascherine", come il quotidiano Bild ha titolato lo scandalo. Ed anche Malu Dreyer e la sua Spd hanno ripreso subito quota in Renania, volando oltre il 33 per cento dei consensi. Mentre anche nel Land di Magonza la Cdu è precipitata nell’ondata dello scandalo sotto al 29 per cento: al confronto, alle elezioni di cinque anni fa, la Cdu aveva ottenuto il 32 per cento nella regione renana. Dopo il test di domenica più che probabile dunque che Malu Dreyer continui la sua coalizione "semaforo" della Spd con la Fdp e i Verdi. Meglio di così insomma la Spd non poteva partire nel "super-anno elettorale", mantenendo il fortino della Renania-Palatinato che i socialdemocratici controllano da oltre 30 anni. Per i Verdi poi le elezioni a Stoccarda si annunciano come un vero trionfo.
Solo Armin Laschet, il nuovo presidente della Cdu, si vedrà probabilmente confrontato da domenica 14 marzo non solo con due sonore batoste elettorali. Ma anche con la decisione più amletica della sua vita: quella di presentarsi alle politiche del 26 settembre come candidato della Cdu. O non lasciare piuttosto la candidatura a Markus Söder, il premier in Baviera e presidente della Csu.
13.03.2021


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