Si sfalda il movimento mentre Macron riprende consensi
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Sempre meno gilet gialli
nelle strade francesi
R. C.


Puntata numero sedici. Il movimento dei Gilet gialli è nuovamente sceso in piazza. E ancora, ieri, sabato, sotto la scorta della polizia. L’appuntamento come da tradizione è stato fissato nel centro di Parigi, nella zona degli Champs-Élysées. La sedicesima manifestazione dei Gilet gialli arriva dopo le aperture del presidente francese Emmanuel Macron e gli inviti alla prudenza del ministero degli interni, in seguito a scontri e tensioni delle settimane scorse. I manifestanti hanno sfilato portando cartelli e striscioni con slogan come "Potere al popolo" oppure "La Francia è saccheggiata dall’oligarchia".
A Parigi sono stati organizzati due cortei. Il più lungo si è snodato su circa dodici chilometri ed è partito dopo che i manifestanti avevano bloccato il traffico nella zona dell’Arco di Trionfo. La polizia è intervenuta e ha fatto sgomberare i gruppi di poche centinaia di persone che erano scesi in strada. Altre manifestazioni si sono poi svolte a Marsiglia,  Montpelliers, Strasburgo, Nantes, Bordeaux, Tolosa. A Lille l’appello a manifestare è stato rivolto anche ai Gilet gialli dei Paesi vicini, Belgio, Inghilterra, Lussemburgo, Olanda e Germania.
Ma intanto il fatto che in piazza i manifestanti siano progressivamente sempre meno spinge diversi osservatori e politologi a dire che ormai il movimento sta tramontando. O almeno si è sfilacciato e diviso e non ha più la forza d’impatto originaria. Tanti francesi, hanno fatto notare i giornali parigini, che inizialmente vedevano i Gilet gialli come un movimento di rottura, capace di rilanciare temi concreti come i salari, il carovita e le imposte, dopo le violenze che si sono succedute, insieme a episodi di intolleranza contro la comunità ebraica, hanno cominciato a prendere le distanze. Poi Macron, con diverse promesse, ha raffreddato gli animi.
Tanto che un sondaggio pubblicato dal quotidiano Le Figaro sulle elezioni europee ha indicato Republique En Marche (Lrem), il partito appunto di Emmanuel Macron, primo in Francia con un risultato attorno al 22 per cento. Una percentuale che supera di due punti quella attribuita al Rassemblement National di Marine Le Pen che ha provato a "cavalcare" il movimento per strappare consensi.
03.03.2019


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