Alessandro Gassmann
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"Faccio molta fatica
a svelare i sentimenti"
ROSELINA SALEMI


In questo periodo è difficile non incrociare Alessandro Gassmann. È passato al cinema con "Una storia senza nome", dove è un fantastico cialtrone, lo sceneggiatore Pes, che usa con disinvoltura una ghostwriter innamorata di lui ("è un tipo italiano, e meno male che riusciamo a prenderci in giro"). È a teatro, regista di "Fronte del porto". È protagonista nella serie "I bastardi di Pizzofalcone" (sulla Rai), tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni (seconda stagione, regia di Alessandro D’Alatri). L’ispettore Giuseppe Lojacono è - come suggerisce il titolo - uno dei "bastardi", poliziotti trasferiti in quel commissariato napoletano per punizione.
Gassmann confessa di amare moltissimo quest’uomo goffo, introverso, solitario: "È credibile. Lavora con persone che hanno un sacco di difetti, ma li hanno trasformati in punti di forza. Insieme formano un’ottima squadra. Lui, poi, ha un rapporto difficile con le donne, con la figlia, cerca di sfuggire al suo passato. È più un antieroe che un eroe. In sei puntate risolverà omicidi e farà i conti con se stesso". Nel gioco delle somiglianze sembra che non ci siano punti di contatto tra i due, "ma qualcosa in comune l’abbiamo. Anch’io, come Lojacono, parlo poco. Mi piace ascoltare. Sono un osservatore. Mi riconosco nell’onestà e nel senso del dovere quasi eccessivo. Tengo alla puntualità, all’ordine, vorrei essere perfetto. Sono esigente con me stesso: certe volte penso che potrei godermi di più la vita… E ho difficoltà a esprimere i sentimenti che provo. Quando devo dire una cosa importante, mi tocca vincere una certa timidezza. Vorrei rassicurare e invece devo essere rassicurato! Se sono costretto a comunicare una brutta notizia, la affogo nei dettagli. Perciò mi piace Lojacono".
A Napoli ormai è di casa, e lo salutano: "Buongiorno commissà!". "Dovrei correggerli - scherza -. Sono ispettore, ma non lo faccio. Ho imparato ad amare la città. Esagerata, rumorosa. Certe volte ti verrebbe da dire: ‘state zitti!’, ma se ti senti male per strada ti soccorrono in tre secondi. A Roma il tempo di reazione sarebbe di sicuro più lento…". E a Napoli è arrivata la storia di "Fronte del porto". "Non pensate all’America e a Marlon Brando. Siamo in Italia nel 1979, si parla di corruzione, malavita e camorra", precisa.
Come se non bastasse, avanza un altro Gassmann, suo figlio Leo, che suona la chitarra, canta con una bella voce profonda, e si è fatto notare a X-Factor 12. "Non sapevo niente. Si è presentato con la faccia di chi doveva comunicarmi qualcosa. Gli ho chiesto se aveva messo incinta qualcuna, se aveva menato qualcuno, se aveva una brutta malattia. A quel punto, mi ha detto: ho passato i provini dei giudici". La passione per la musica però non è mai stata un segreto. Così i Gassmann arrivano alla terza generazione di artisti. "Leo ha 19 anni e a breve mi dirà ‘vado’, ma per ora è qui. Studia Affari internazionali e Psicologia in un’università americana (così parla bene l’inglese) ed è bravissimo. Forse farà qualcosa di buono nel mondo dello spettacolo e troverà il suo posto, ma prima si deve laureare. Provo molta tenerezza per lui e i suoi coetanei. Non gli stiamo lasciando un mondo fantastico, io per primo l’ho terrorizzato parlando di clima e riscaldamento globale, ma loro sono sorprendenti. I Millennial sono la soluzione ai problemi, dobbiamo soltanto liberarli dall’insicurezza, aiutarli a credere in se stessi. Noi siamo antichi".
E non è finita qui. Tra qualche mese Gassmann sarà al cinema con la commedia di Massimiliano Bruno "Non ci resta che il crimine". "È un’opera divertente, con tre amici che fanno un salto nel tempo, catapultati nella Roma del 1982, anni della Banda della Magliana, in situazioni buffe, assurde, complicate. Da schiantare dalle risate". E dopo tutti questi giri da un set all’altro, è bello tornare a casa, "il porto sicuro dove trovo l’affetto, la protezione e le certezze. Quello che soffro nel lavoro è vivere in luoghi dove mi riconoscono. Adoro il mio anonimato familiare".
21.10.2018


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