Rosario Fiorello
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"A dieta prima dei tour
ma che sofferenza!"
ALESSANDRA COMAZZI


Dopo tanto averlo invocato, sospirato, richiesto, adesso pare cosa fatta: Fiorello dovrebbe ritornare sulla prima rete della tv italiana, in autunno, con quattro speciali in onda il lunedì. Dice: "È importante scegliere bene la serata, il lunedì potrebbe andare bene perché le persone restano a casa. È finita l’epoca dei varietà del sabato sera, il sabato la gente esce. E poi, c’è una condizione, perché io torni su Rai1: che mi diano anche la rassegna stampa. Quanto mi piace la rassegna stampa. Quanto mi piacciono i giornali di carta, ho proprio una passione per i fogli che mi crocchiano tra le dita. Certo, la conosco bene l’importanza dei social. Però condizionano molto, e io mi sto a poco a poco allontanando. Mentre i giornali li amo: siccome sono mattiniero, spesso arrivo al chiosco prima dell’edicolante, il quale mi dice ‘a Fiorè’, già che stai qua arzame la saracinesca". Così era arrivata su Sky "@edicolafiore", "fenomeno figlio del web" che Fiorello ha iniziato a diffondere dapprima via Twitter e poi, una volta abbandonato Twitter, sul canale youtube di uno degli "Amici dell’Edicola". Un’edicola vera.
Sempre corteggiato dalla televisione, "però avevo voglia di fare la radio", ricorda. E così, nel gennaio di quest’anno, è tornato su RadioDeejay con "Il Rosario della sera", insieme con i compagni storici, Enrico Cremonesi e Gabriella Germani. Senza peraltro mai lasciarla del tutto, la tv, anzi partecipando al Festival di Sanremo di Baglioni, e pure al programma di Nicola Savino su Italia 1 dedicato agli Anni ‘90. Adesso, questa nuova sfida autunnale. "Non è tanto fare il programma, è tutto il contorno, le aspettative, gli ascolti. Per il resto, io non so cantare, ma canto. Non so ballare, ma ballo. Non sono un imitatore, ma imito. Non sono un attore, ma atto: e come atto io... Ma sì, cercherò di cavarmela, come nei villaggi, su le mani, giù le mani".
Non c’è niente da fare, lui ha davvero il tocco. Il tocco della grazia e del talento. Non è soltanto questione di ascolti. Intrattenitore eclettico e trasversale, uomo di televisione e di mare, è siciliano di Augusta, nato nel 1960, segno del Toro, un bel pezzo di vita passato a far divertire gli altri nei villaggi turistici. "È lì - racconta - che ho imparato a intrattenere, a improvvisare, a stare con la gente. Cercando pure di essere garbato. Un capo villaggio mi disse: devi sempre pensare che accanto a te ci siano tuo padre e tua madre. Ti darebbe fastidio se qualcuno li prendesse in giro?. Io mi arrabbierei da morire, risposi. E allora è semplice, non prendere mai in giro nessuno".
Così Fiorello ha fatto, passando da tipico esempio di tv usa e getta, figura antonomastica di leggerezza catodica (tempi del Karaoke), a "talento assoluto". Certo, perdura la mistica del villaggio. "Il mio primo - ricorda - fu Brucoli, Sicilia. Nacque nel ‘76. Io sono del maggio 1960, dunque avevo sedici anni giusti. Allora, quella del villaggio era un tipo di vacanza esclusiva, costava molto. Noi, in paese, vedevamo arrivare "quelli del villaggio", ci pareva un sogno. Avevano i piedi nudi, le donne portavano il pareo, tutti tenevano intorno al collo le collanine con le palline. Quelle non sono collane, ci dicevamo, sono i soldi. Per noi il villaggio era diventato un mito. La vita era diversa, si trasgrediva, si portavano i topless, si ballava fino a notte fonda. Tutti cercavamo di entrare là dentro, in questo mondo per noi surreale. Pur di non lasciare il villaggio, una volta che si era riusciti ad entrarci, si stava li’ ‘alla pari’, coi clienti, senza stipendio e lavorando. Ho pure avuto la fortuna di non essere ostacolato dai miei genitori. E non ero figlio d’arte, mio padre era un militare della Guardia di Finanza. Nei villaggi ho fatto la gavetta, la perfetta trafila: sguattero, tuttofare, cameriere, barman, fino a diventare animatore. Una bella esperienza umana e professionale". Caro Rosario, lei avrà un difetto. "Sono pigro. E mi piace mangiare. Prima delle trasmissioni e dei tour, faccio mesi di dieta. Una sofferenza".
01.07.2018


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