Gli aspiranti "senatori" rispondono agli analisti del Caffè
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I duelli di 4 candidati
allo "Scontro Finale"
TAUXE, STOJANOVIC, LOB E GUILLAUME


Il clima. L’Europa. Il lavoro. Sono i temi forti e portanti della campagna elettorale appena conclusasi per il rinnovo delle Camere federali. Una campagna con una coda per il ballottaggio agli Stati. Si voterà (con il sistema della maggioranza relativa) domenica 17 novembre. In corsa, il liberale Giovanni Merlini, il ppd Filippo Lombardi, la socialista Marina Carobbio e l’udc Marco Chiesa. Due i seggi disponibili (fra i 46 totali) in rappresentanza del Ticino. Sino ad oggi sono stati occupati dal liberale Fabio Abate (non si è ripresentato) e dal ppd Filippo Lombardi.
Giovanni Merlini sino alla scorsa legislatura è stato in Consiglio nazionale, così come Marina Carobbio e Marco Chiesa.
Gli analisti di politica federale del Caffè (Chantal Tauxe, Nenad Stojanovic, Gerhard Lob e Michel Guillaume) hanno posto ai quattro candidati quattro domande a testa.

Marina Carobbio: “Un posto in governo per i Verdi? Richiesta legittima visto il successo”
Gerhard Lob: I premi delle casse malati sono una delle principali preoccupazioni. Il Ps ha chiesto la cassa malati unica. L’idea è stata bocciata. Alternative?
Anche se è stata bocciata, la cassa malati pubblica resta un obiettivo. Condividiamo le preoccupazioni della popolazione. Siamo convinti che nessuna economia domestica in Svizzera debba essere costretta a spendere più del 10% del proprio reddito per i premi cassa malati. Ecco perché abbiamo lanciato un’iniziativa federale. Nel frattempo, sempre sui premi, chiediamo una moratoria immediata così da impedire nuovi aumenti da parte delle casse malati. Per frenare i costi del sistema sanitario vogliamo anche regolare meglio il settore ambulatoriale e vogliamo abbassare i prezzi dei medicinali.
Chantal Tauxe: Non c’è rischio di indebolire la voce ticinese nel Consiglio degli Stati con un rappresentante di sinistra e uno di destra. Si va verso una contrapposizione?
Una voce diversa, quella di una donna, è comunque capace di costruire alleanze a favore della popolazione ticinese e del Ticino. In 12 anni di Parlamento mi sono battuta su più fronti: per la parità di genere, contro le disparità salariali e, non ultimo, a favore delle tematiche ambientali. Fra queste ultime cito, ad esempio, il trasferimento delle merci su rotaia, che rimane un problema importante. Così come il completamento del collegamento ferroviario di AlpTransit. Il nostro cantone è però anche penalizzato dal traffico di transito. Dovranno essere trovate delle soluzioni per diminuirlo, migliorando il trasporto pubblico.
Nenad Stojanovic: Il Ps perde consensi. C’è chi, come Blocher, vuole che un seggio socialista in Consiglio federale vada ai Verdi. Se succede, non è il caso di uscire dal governo?
No, il Ps non deve uscire dal Governo. La nostra presenza nell’Esecutivo è indispensabile per portare avanti politiche e obiettivi con finalità sociali e solidali. La richiesta dei Verdi di entrare in Consiglio federale è comunque legittima. Anche perché dopo il 20 ottobre l’asse rosso-verde in Parlamento si è rafforzato e nella “stanza dei bottoni” le forze dei partiti devono essere rappresentate. Ora aspettiamo l’esito dei ballottaggi. Poi, riprendereno le discussioni. Tenendo però conto che il Ps è per numero di consensi ancora il secondo partito del Paese. E come tale ha diritto a due membri in Consiglio federale.
Michel Guillaume: Il Ps ha lanciato l’iniziativa per limitare i costi dei premi malattia al 10% del reddito familiare. Questa misura contrasterà gli aumenti, cosa si può fare?
Le soluzioni quindi ci sono, ma manca la volontà politica della maggoranza di portarle avanti. Penso al rafforzamento delle cure infermieristiche e di base per una migliore presa a carico delle malattie croniche. Vanno però anche evitate le prestazioni sanitarie inutili e non necessarie. Importante è anche regolare meglio la medicina ambulatoriale, evitando logiche che mirano solo al profitto. Oltre a risparmiare sui farmaci generici vanno diminuiti i prezzi dei nuovi medicamenti che causano il 75% dei costi dei medicinali. Un cambiamento anche agli Stati ridimensionerà i lobbisti delle casse malati e favorirà le soluzioni.

Marco Chiesa “La perdita di consensi che abbiamo registrato ...va presa seriamente”
Michel Guillaume: L’Udc parla di “isteria ambientale”. Quali sono le proposte per combattere il riscaldamento climatico. Immagina una Svizzera senza ghiacciai nel 2100?
Non sono un negazionista del cambiamento climatico. Il problema esiste e va affrontato. Bisogna investire in tecnologia. Un esempio: oggi ci sono più auto nelle strade ma grazie ai nuovi motori c’è meno inquinamento. La Svizzera peraltro influisce  per 1 millesimo sulla produzione mondiale di CO2. Spingiamo sull’innovazione, dunque, e non tartassiamo la popolazione con nuove tasse “ecologiche”, come pensano di fare il Consiglio federale e la maggioranza dei partiti. Contro questa strategia lanceremo un referendum, visto che si prevedono aumenti di 1’500 franchi all’anno per famiglia e aggravi per le piccole aziende.
Chantal Tauxe: La sua candidatura, tenendo conto di candidati e aree politiche d’appartenenza, rischia di favorire l’elezione di Marina Carobbio. Vede questo rischio?
Se la domanda si riferisce all’affollamento che ci sarebbe nell’area di centrodestra (3 candidati su 4) dico subito che non è così. Basti pensare all’immediato richiamo di Merlini all’elettorato socialista dopo la prima tornata elettorale. Un candidato del centrodestra non invocherebbe il “soccorso rosso”. Aggiungo poi che agli Stati non si eleggono due rappresentanti di partito ma due persone che dovranno rappresentare l’intero cantone. Non si tratta tanto di scegliere tra centro, destra o sinistra. Se fossi eletto mi impegno a sostenere i temi cari a molti cittadini. Penso ad esempio all’indipendenza del Paese e al futuro del mercato del lavoro ticinese.
Nenad Stojanovic: Al primo turno il suo risultato personale ha sorpreso. Tanti legano il successo all’imponente campagna elettorale. Quanto ha speso? È per la trasparenza?
Come avevo fatto quattro anni fa, anche stavolta ho pubblicato nel dettaglio i costi della mia campagna elettorale. Specificando il numero di donatori e la cifra complessiva che ho ricevuto. Si trova tutto nel mio sito. Per la precisione ho ricevuto da 35 donatori complessivamente 37mila franchi. Altri 15mila li ho messi di tasca mia. Solo per la cartellonistica ho speso 20mila franchi. Naturalmente ringrazio nuovamente chi ha creduto in me. Qual è la mia posizione sull’iniziativa popolare che chiede più trasparenza in politica, su cui voteremo fra uno o due anni? Nel nostro cantone una norma simile esiste già. E non ho alcun preconcetto.
Gerhard Lob: L’Udc ha perso 12 seggi al Nazionale, pur restando il primo partito. Mai una formazione politica era arretrata così tanto. Come potrà recuperare?
Va detto che tutti i partiti rappresentati in Consiglio federale hanno fatto passi indietro. Chi più, chi meno. Personalmente non sottovaluto la perdita di consensi, e quindi il segnale - che va preso sul serio - arrivato dagli elettori. Detto ciò, il recente voto ha modificato gli equilibri politici sebbene più di un quarto della popolazione ci abbia sostenuto. È importante tuttavia essere stati sempre coerenti ai nostri valori senza improvvisare. In futuro sono sicuro che punteremo su temi che interessano il nostro ceto medio, come il continuo aumento dei costi sanitari e le annunciate tasse ecologiche che penalizzeranno in particolare il canton Ticino.

Filippo Lombardi “Non sono mai stato euroentusiasta e l’Europa deve capire la Svizzera”
Nenad Stojanovic: La sua posizione sull’Ue è cambiata. Da euroentusiasta, negli anni trascorsi a Bruxelles lavorando per i democratici europei, è diventato euroscettico. Perché?
La domanda è tendenziosa: non sono mai stato “euroentusiasta”. Ho vissuto a Bruxelles, conosco i meccanismi dell’Ue e so che vanno bene per i suoi membri – che hanno ricostruito l’Europa dopo la guerra e integrato i paesi dell’est – ma non sono adatti alla Svizzera. Il nostro federalismo è molto più rispettoso delle autonomie, la democrazia diretta dà sempre al popolo l’ultima parola, la neutralità esclude di accodarci alla politica estera degli altri. La Svizzera non può aderire all’Ue senza perdere la sua identità, lo dico dal 1999: no all’adesione e no allo spazio economico, ma sì alla via bilaterale che ci assicura molti vantaggi.
Chantal Tauxe: Lei è a Berna da diverse legislature. Esattamente dalla fine degli anni Novanta. Un lungo mandato elettorale. Questa sarà la sua ultima candidatura?
A questa domanda risponderò dopo: per ora non sono ancora rieletto! Mi sono ricandidato perché so di poter mettere a disposizione del mio Paese esperienza, competenza e una fitta rete di conoscenze sul piano federale, oltre all’entusiasmo e all’energia di sempre. Nella mia azione politica – non soltanto nelle commissioni o in aula, ma anche nei contatti con consiglieri e funzionari federali – ho sempre affrontato i problemi con efficacia, ottenendo risultati importanti per il Ticino. Ci sarà pure un motivo se nella classifica della Sonntagszeitung io figuro al settimo posto tra i parlamentari svizzeri più influenti!
Gerhard Lob: I partiti di centro, salvo i verdi liberali, hanno perso seggi al Nazionale. Solo grazie alle congiunzioni hanno limitato i danni. È arrivato il tempo di una fusione?
Assolutamente no! Le congiunzioni sono elettoralmente utili: nei Grigioni il Ppd ha aiutato il Plr a riprendersi un seggio, in Ticino il Plr ha salvato il secondo Pppd. A San Gallo il Ppd ha aiutato i Verdi liberali, a Friborgo l’inverso. Ora ci vogliono accordi politici fra i partiti di centro per soluzioni accettabili in Parlamento e nel popolo. Questa convergenza è indispensabile per le grandi sfide della Svizzera: pensioni, costi della salute, competitività economica, Europa. Bisogna trovarsi sulle soluzioni concrete, ma una fusione che cancelli la storia, i valori e l’identità dei singoli partiti non ci vuole.
Michel Guillaume: Il Ppd ha sollevato 4 riserve importanti sull’accordo istituzionale con l’Ue. Se accolte è pronto a sottoscrivere il testo o ritiene servano nuovi negoziati?
L’Unione europea non vuole rinegoziare l’accordo. Il Consiglio federale ha invece chiesto delle “precisazioni” fondamentali e vincolanti. Se le otteniamo, avremo de facto rinegoziato, pur senza dirlo e senza far perdere la faccia alla controparte. Vedremo se l’Ue accetta la nostra via bilaterale o vuole imporne un’altra. Quindi Governo e Parlamento potranno decidere se firmare e ratificare oppure no. L’ultima parola l’avrà il popolo, ed è giusto così. In Ticino c’è chi mi squalifica come ”euroturbo”, ma a Berna e nei contatti internazionali passo il tempo a spiegare che non si può andare contro il popolo svizzero.

Giovanni Merlini “L’ambiente va salvato ma l’economia non va dimenticata”
Chantal Tauxe: Non sarebbe ora che il Ticino sia rappresentato agli Stati da una donna? Non si è mai registrata una presenza femminile per la Svizzera italiana.
Rispetto Marina Carobbio come politica, ma contano le idee, non il genere. Tanto più che Carobbio è molto schierata a sinistra e come tale agli Stati sarebbe poco incline alla mediazione. Il rischio è che voti sistematicamente in senso contrario al suo collega neutralizzando la forza del Ticino agli Stati. Dico questo perché il Ticino ha sempre portato a casa grandi risultati grazie alla collaborazione instaurata fra i senatori ticinesi Plr e Ppd. Cito, ad esempio, il progetto delle doppia galleria autostradale del San Gottardo. Ma gli esempi di questa collaborazione efficace sono tanti.
Nenad Stojanovic: Lei ha invitato gli elettori di sinistra a darle un “voto utile”. Resta il patto con il Ppd. Contando i voti non converrebbe chiedere un “voto utile” per Carobbio?
Tradizionalmente la sinistra ha sempre concesso il secondo voto al candidato Plr progressista in funzione di bloccare la destra populista. Al di là di questo nella Camera alta deve essere rafforzato lo schieramento “Plr-Ppd-Verdi liberali”, che è l’unico in grado di costruire la Svizzera di domani. Solo dando fiducia a questo “patto” è possibile salvaguardare il successo elvetico e realizzare le riforme necessarie. Anche perché le sfide non mancano: previdenza della vecchiaia, contenimento dei costi della salute, regolamentazione del mercato del lavoro, fiscalità, politiche climatiche, vanno affrontate ricercando in continuazione di compromessi.
Gerhard Lob: Il Plr con Petra Gössi ha indossato la mantellina verde. L’elettorato però ha scelto l’originale, i Verdi. Liberalismo ed ecologia sono compatibili?
Il Plr ha dimostrato come ecologismo e liberalismo siano compatibili. La “green economy” sostenuta dal Plr vuole l’efficienza energetica, promuove gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione e nelle energie rinnovabili, crede negli incentivi sostenibili e nella digitalizzazione. È una “green economy” dove le responsabilità individuali prendono il posto dei divieti e delle limitazioni. Le politiche ecologiche non devono - ripeto - essere affrontate solo con divieti e limitazioni della libertà personale. Ma con tecnologie avanzate. La nostra non è una mantellina. Ma la dimostrazione di come l’onda verde può essere davvero compatibile con l’economia.
Michel Guillaume: Dopo la svolta “verde” del Plr, accetterebbe una tassa sui viaggi aerei nella futura legge sul CO2? E, poi, salverebbe Agno mentre c’è l’emergenza climatica?
Accetterei una tassa sugli aerei solo ad alcune condizioni: la forchetta del “prelievo” deve essere rivista verso il basso, deve essere modulabile per scoraggiare i voli brevi a favore della ferrovia. La tassa, poi, deve essere concordata con i Paesi vicini. Inoltre, almeno il 50% dei proventi del “balzello” dovrebbe essere utilizzato per finanziare i sussidi sociali e un fondo di ricerca sulle energie rinnovabili. Per quanto riguarda Agno sono convinto che debba essere fatto tutto il possibile per salvare lo scalo sulla base di un piano credibile. Per un Cantone che vuole rimanere piazza finanziaria e di servizi, è fondamentale rimanere “connessi” con il resto del Paese.
03.11.2019


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