Sempre più donne si rivolgonon alle banche dello sperma
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Il seme di donatori
per 3.668 mamme
PATRIZIA GUENZI


Spermatozoi sempre più pigri e spesso insufficienti. Quando il bebè non arriva non è sempre colpa della donna. Anzi. Sovente è proprio la cattiva qualità del seme maschile a determinare l’infertilità di una coppia. Uno svizzero su sei è sterile, non raggiunge i 15 milioni di spermatozoi per millilitro, la soglia minima secondo l’Organizzazione mondiale della salute. Insomma, lo sperma elvetico lascia parecchio a desiderare. Non tutto, per fortuna. Infatti, le donne il cui partner non può procreare possono rivolgersi ad un donatore. Infatti, nel giro di neanche dieci anni, sono triplicati i bambini nati con questa tecnica. Dai 1.250 del 2009, ai 3.668 del 2018.  
Numeri importanti. Che stanno a dimostrare come anche in Svizzera "sia caduto un tabù", dice il dottor Jürg Stamm, medico aggiunto ginecologia e ostetricia all’ospedale regionale di Locarno. E spiega : "Negli anni c’è stata un’evoluzione. Oggi le coppie sono più aperte. Oggi si accetta che l’uomo non possa procreare e che la donna non debba per questo rinunciare ad avere figli. Per cui spesso una soluzione è quella di ricorrere a un donatore".
Avere figli sembra essere, rispetto al passato, più difficile. "In realtà non sappiamo come era negli Anni 40, ad esempio - osserva Stamm -. A mio avviso le difficoltà ci sono sempre state, ma un tempo la medicina non offriva molte alternative". Comunque sia, a livello mondiale si registra un peggioramento della qualità dello sperma. "Sotto accusa, soprattutto alcuni fattori ambientali e di stile di vita dei giovani uomini - spiega il dottor Michael Jemec, del Centro ProCrea di Lugano -. Fumo, alcol, droghe... È su questi aspetti che cerchiamo di sensibilizzare i ragazzi quando una volta l’anno andiamo nei licei per fare informazione". E Stamm aggiunge: "Sicuramente l’inquinamento ha un peso importante".
In Ticino i donatori di sperma sono selezionatissimi, sottoposti a regolari e rigidi controlli. Solo la prima scelta supera i test. "Ne abbiamo circa cinquanta sempre a disposizione - spiega Jemec -. Inoltre, come istituto privato abbiamo un bacino più ampio perché facciamo capo a una rete internazionale che comprende svariati partner stranieri". Al Centro cantonale di fertilità sono una ventina i donatori, l’età media è di 26 anni, e "riescono a soddisfare tutti i criteri necessari, valutazione psicologica, parametri del liquido seminale, esclusione di malattie infettive e genetiche - spiega l’Ente ospedaliero -. In un anno con questa tecnica nascono dai 5 ai 10 bimbi".
All’incapacità riproduttiva del maschio spesso si somma un’ulteriore difficoltà: l’età della donna alla sua prima gravidanza, sempre più in là con gli anni. Il che significa una scarsa quantità e qualità degli ovociti o, anche, problematiche dell’apparato riproduttivo. Difficoltà spesso abbastanza facilmente risolvibili, grazie ai passi da gigante compiuti dalla medicina della riproduzione. Oggi le tecniche per tentare di procreare in laboratorio sono sempre più raffinate e differenziate a seconda del problema diagnosticato.
Dal 2001, anno in cui è entrata in vigore la legge sulla medicina della procreazione, la donazione anonima di sperma è vietata in Svizzera. Da quest’anno i primi nati saranno maggiorenni e avranno il diritto di conoscere l’identità del padre biologico. Lo potranno fare con una domanda all’Ufficio federale dello stato civile (Ufsc). Il costo è di 200 franchi. Le prime richieste, secondo l’Ufsc, potrebbero giungere in queste settimane. Su questo aspetto, però, FertiForum della Società svizzera di medicina riproduttiva e Salute sessuale svizzera non nascondono le loro perplessità. Raccomandano di informarsi bene prima di intraprendere questo iter. Tanto per cominciare, il donatore non è tenuto a rispondere a una domanda di contatto, né accettare un incontro. L’esigenza di conoscere la propria origine genetica può essere dettata una semplice curiosità, ma anche essere provocata da un periodo di crisi o di instabilità. Il desiderio di ricercare l’identità del donatore sottolinea sovente un passaggio chiave nella vita della persona interessata. Inoltre, sottolineano FertiForum e Salute sessuale, le informazioni ottenute non sono quasi mai senza conseguenze sul piano emozionale, per il figlio, per il donatore a cui è richiesto un contatto e per i familiari delle due parti. "È un aspetto molto delicato questo - sottolinea il dottor Jemec -, non va preso sottogamba perché davvero può stravolgere la vita delle persone coinvolte. Ne parliamo a lungo durante i nostri colloqui con i futuri genitori". Allo stesso modo, va considerato seriamente cosa significa per una coppia decidere di ricorrere ad un donatore, accettare il seme di un estraneo. Un percorso spesso doloroso e complicato. Sebbene quasi sempre il desiderio di un figlio sia più forte e prevalga su timori, scrupoli e diffidenze.
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29.09.2019


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