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Sono scesi in piazza, anzi in tante piazze, con uno slogan: "Sangue indigeno, non una goccia in più". Gli indios brasiliani non ci stanno. E hanno duramente contestato una delle prime mosse, peraltro annunciata in campagna elettorale, del nuovo presidente Jair Bolsonaro che ha tolto al dipartimento agli Affari indigeni il potere di demarcare le terre delle diverse tribù e minoranze affidandolo al ministero dell’Agricoltura. Secondo le organizzazioni degli indigeni brasiliani proprio il ministero dell’agricoltura sarebbe in qualche modo legato alle industrie agroalimentari che vorrebbero impossessarsi delle loro terre. E sarebbero già diversi gli attacchi alle comunità indigene da parte di allevatori e agricoltori sostenuti da gruppi armati.
E così sono partite le proteste lanciate dall’Associazione dei popoli indigeni del Brasile che hanno organizzato manifestazioni anche in Usa, Germania, Spagna, Gran Bretagna e a Zurigo. "Resistiamo da 519 anni. Non ci fermeremo. Uniremo le nostre forze e vinceremo", hanno detto gli indigeni. La battaglia sarà dura.
10.02.2019


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