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Sempre meno traffico sulle autostrade in Ticino
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Stazioni di benzina in crisi
stimate perdite milionarie
CLEMENTE MAZZETTA


Sulle autostrade si circola di meno. Molto meno. La gente a causa del Covid 19, e delle misure contro l’epidemia introdotte dalla Confederazione, non si è mossa - e non si muove - più di quel tanto.
Il 2020 è stato davvero un annus horribilis per tutte le attività, soprattutto per quelle dipendenti dalla mobilità. I turisti stranieri impauriti dell’epidemia sono rimasti a casa, le aziende e gli uffici hanno scoperto l’home working, il lavoro da casa. Morale: strade e autostrade a traffico ridotto. Meno code, meno auto, memo intasamenti. Cosa che ha fatto certamente bene all’ambiente, visto che si sono dimezzati i livelli di inquinamento. Ma ha fatto molto male all’economia e a tutte quelle attività legate alla ristorazione e alla vendita.  A farne le spese, in questo caso, sono state particolarmente le stazioni di servizio autostradale, strutturate per restare aperte 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, che hanno visto drasticamente diminuire i viaggiatori. Situazione che ha messo in ginocchio i distributori sulle autostrade che fanno sempre più fatica a garantire l’apertura degli impianti. L’impatto del lockdown è stato drammatico per il Ticino, che ha registrato ad aprile un -88% di veicoli in transito al San Bernardino, un -80% al Gottardo e un -79 a Chiasso. Un calo d’affluenza che ha avuto  ripercussioni economiche a dir poco drammatiche, se si pensa che per alcuni mesi le stazioni di servizio hanno dovuto chiudere i servizi di ristorazione, mantenendo aperti solo i servizi igienici e quelli relativi al rifornimento carburante. Garantendo un servizio quasi in assenza di traffico. Stesse spese o quasi, ma meno introiti. Marco Sofi, direttore dell’area di Coldrerio dell’Emanuele Centonze Sa (Ecsa), stima una perdita milionaria. "Uno scenario da incubo per i prossimi mesi considerato l’investimento della stazione di servizio realizzato pochi anni fa per circa 15 milioni di franchi". La situazione attuale sta mettendo in forte difficoltà l’intero settore su tutta la rete autostradale, visto che le misure di sostegno non sono sufficienti a fronteggiare la seconda ondata dell’epidemia. Sarebbero necessari sussidi a fondo perso. E riduzione dei canoni di concessione, come chiedono i gestori delle stazioni.
Le prospettive non sono per altro incoraggianti. L’analisi del traffico del Touring Club svizzero prospetta infatti un calo sulle autostrade anche nei prossimi mesi. Si rischia di ripetere i primi mesi dell’anno scorso, quando non solo gli stranieri, ma anche gli svizzeri sono restati a casa. Nei primi mesi del 2020 - ad aprile - al tunnel del Gottardo si è infatti registrato in media un calo  di 15.542 veicoli al giorno. Di 7.879 dal San Bernardino. La situazione è però migliorata durante la fase finale della primavera e durante l’estate, quando gli svizzeri tedeschi, impossibilitati ad andare altrove, hanno riscoperto
Praticamente fra Ticino e Italia il traffico si era dimezzato. A Chiasso in primavera (ad aprile) l’affluenza si era ridotta dell’80% con una media giornaliera di meno 42.203 veicoli. Vero che la situazione è migliorata a settembre,  ma solo con un -8%. Da allora il traffico di frontiera è sempre calato, passando da un -42% a novembre a un -48% a dicembre. Non resta che sperare, considerata la campagna di vaccinazione in corso, che l’estate del 2021 ripeta l’exploit dell’anno scorso.
cmazzetta@caffe.ch
16.01.2021


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