function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Come e cosa cambia dal prossimo gennaio per le imposte
Immagini articolo
Frontalieri come residenti?
Solo piccoli vantaggi fiscali
ANDREA STERN


Per qualcuno sarà una pizza in più. Per qualcun altro magari dieci pizze in più. Ma per la stragrande maggioranza dei frontalieri non cambierà nulla. "In genere chi voleva passare alla tassazione ordinaria - spiega Samuele Vorpe, direttore del Centro di competenze tributarie della Supsi - l’ha già fatto, visto che la possibilità esiste da dieci anni. Ora sta semplicemente per entrare in vigore la legge che codifica questa possibilità. Ne approfitterà al massimo qualcuno che non ne era al corrente".
La legge è quella che prevede che dal 1° gennaio 2021 anche i frontalieri potranno chiedere la tassazione ordinaria, come i residenti, invece di pagare le imposte alla fonte. Con questo passo il Consiglio federale si adegua a una sentenza del Tribunale federale che, nel 2010, evidenziava una disparità di trattamento tra residenti e "quasi residenti", ovvero quei lavoratori che pur vivendo all’estero conseguono almeno il 90% del loro reddito familiare in Svizzera.
Anche a questi "quasi residenti", ha sancito il Tribunale federale, deve essere consentito di compilare la dichiarazione d’imposta e approfittare così delle numerose detrazioni concesse dal fisco elvetico. "Ma i frontalieri beneficiano già di detrazioni forfettarie - osserva Vorpe - che in molti casi risultano essere più interessanti di quelle ordinarie. Il lavoratore che vuole passare alla tassazione ordinaria deve fare bene i calcoli, perché non per forza finisce per guadagnarci".
In effetti finora i frontalieri ad aver chiesto la tassazione correttiva sono stati "molto pochi", come conferma Giordano Macchi, oggi vicedirettore, e dal prossimo febbraio direttore della Divisione delle contribuzioni. "Non ci aspettiamo grandi cambiamenti - afferma  -. Del resto il frontaliere, se optasse, dovrebbe riempire la dichiarazione d’imposta con tutti i dati necessari, dagli immobili ai conti bancari, gli elementi della moglie e dei figli minorenni. Per chi abita in Italia l’imposta alla fonte, che comprende già le deduzioni standardizzate, è molto più semplice".
Tanta fatica evitata. "Con il sistema delle imposte alla fonte - prosegue Vorpe - è il datore di lavoro a fungere da soggetto fiscale. Il lavoratore non deve fare niente, gli viene semplicemente trattenuta una quota dello stipendio. Con la tassazione ordinaria invece il lavoratore si assume l’obbligo di collaborazione con l’autorità fiscale. Quando si vive a cavallo tra due Paesi, non è sempre facile fornire tutte le attestazioni".
Inoltre c’è la questione della casa. La maggior parte dei frontalieri ha una propria abitazione. Visto che in Svizzera nella definizione di reddito rientra anche il valore locativo degli immobili di proprietà, basta già questo a scremare il numero di coloro che possono accedere alla tassazione ordinaria. Sono inoltre esclusi tutti coloro che hanno un reddito in Italia che supera il 10% delle entrate familiari, fosse anche solo un lavoro a tempo parziale della moglie.
Così, come conferma il sindacato Ocst, finora sono davvero in pochi ad aver deciso di fare il grande passo. Tutti classificabili essenzialmente in tre categorie. "C’è chi - afferma Andrea Puglia, responsabile  del settore frontalieri - per motivi prorpri manda i figli a scuola in Svizzera e ha interesse a detrarne le spese. C’è chi ha molte spese professionali da sostenere. O ancora chi paga il terzo pilastro in Svizzera. Ma complessivamente sono casi rari".
Il frontaliere, riprende Vorpe, è cosciente di far parte di una categoria per certi versi privilegiata, soprattutto nei confronti dei propri concittadini che lavorano in patria. "In Italia un reddito di 75mila euro - spiega Vorpe - viene tassato con un’aliquota del 43%. In Svizzera per lo stesso reddito l’aliquota è attorno al 10%. È chiaro che, a parità di situazione, il frontaliere paga molte meno imposte di quante ne pagherebbe in Italia". Chi glielo fa fare, dunque, di perdere tempo tra le scartoffie per risparmiare forse solo qualche franco!?
Alla fine sono così state smentite le previsioni di chi immaginava un crollo delle entrate fiscali in Ticino a causa di questo cambiamento. "È chiaro che chi passa alla tassazione ordinaria - afferma Puglia - lo fa perché in questo modo riesce a pagare meno imposte. Quindi una piccola perdita di gettito c’è. Ma si tratta di cifre davvero poco significative".
Non è nemmeno stato necessario assumere funzionari per trattare le dichiarazioni fiscali dei frontalieri. "I numeri non sono stati tali - nota Vorpe - da dover riorganizzazione gli uffici di tassazione".
astern@caffe.ch
12.12.2020


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Luna e Marte nuove mete
di imprenditori visionari
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Quei pochi cristiani in Iraq
tra le macerie di sé stessi
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Predicatori e Stato islamico
tra i guerriglieri della costa
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il mondo ha 44 sovrani
ma i "regni" contano poco
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Una Greta, tante Grete
per difendere l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Londra,
omaggio
al principe
Filippo

La polveriera
Belfast
pronta
a scoppiare

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00