function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Gli imprenditori a confronto sull'attuale crisi economica
"Per distribuire ricchezza
occorre dapprima crearla"
ANDREA STERN


Non basta un virus a riabilitare tra gli imprenditori le ricette che puntano a una maggiore ridistribuzione della ricchezza, ma soprattutto a una presenza più decisa dello Stato. "Si può utilizzare qualsiasi pretesto per rivendicare ciò che si ha a cuore - afferma Gian-Luca Lardi, presidente della Società svizzera impresari costruttori (Ssic) -. Ma credo che la pandemia abbia dimostrato innanzitutto che per distribuire ricchezza ci vuole anche chi produce ricchezza. È legittimo ipotizzare una spirale di distribuzione, ma solo finché c’è qualcosa da distribuire".
Dalla crisi, aggiunge Fabio Regazzi, presidente dell’Associazione industrie ticinesi (Aiti) e dell’Unione svizzera delle arti e dei mestieri (Usam), non si esce con proposte "velleitarie, fuori dalla realtà e controproducenti" come il reddito di base incondizionato o altre forme di distribuzione collettiva a pioggia. "Noi vogliamo una Svizzera dinamica e innovatrice - sostiene Regazzi -, che sappia stringere i denti e lottare per superare i momenti difficili. Non vogliamo uno Stato assistenziale".
Perchè alla fine anche la presenza eccessiva dell’intervento pubblico non fa bene all’economia. "Ben venga un aiuto dello Stato - afferma Fabio Regazzi - quando si tratta di sopperire a circostanze eccezionali. La misura del lavoro ridotto, ad esempio, ha permesso di evitare ondate di licenziamenti, almeno per il momento. Non vedo però l’opportunità di conferire allo Stato ulteriori strumenti oltre a quelli di cui già dispone, che tra l’altro hanno dimostrato di funzionare bene".
Le lodi alle misure messe in atto dalla Confederazione in occasione della prima ondata di coronavirus sono pressoché unanimi. "Lo Stato è intervenuto in modo puntuale ed efficace - sostiene Lorenza Sommaruga, presidente di Federcommercio Ticino -, ha fatto la differenza. La misura del lavoro ridotto è stata molto utile e per quanto ci riguarda speriamo di potervi fare capo almeno fino a quando questa pandemia sarà passata".
Dal canto su Regazzi definisce "una genialata" l’idea dei crediti transitori Covid-19. "Questa misura ha suscitato ammirazione e invidia all’estero - osserva -. Da me in azienda sono arrivati i giornalisti di Rete 4 a intervistarmi perché non credevano fosse possibile ricevere finanziamenti in modo così semplice e veloce".
L’intervento mirato della Confederazione ha permesso di limitare i danni, tanto che dall’inizio della pandemia il tasso di disoccupazione è cresciuto solo di pochi decimali, attestandosi a fine settembre a un modesto 3,2%. Per gli imprenditori ciò dimostrerebbe che non è necessario andare oltre.
"Nel settore della costruzione - afferma Lardi - siamo ancora in grado di mantenere i posti di lavoro. Nel prossimo futuro ci sarà probabilmente un leggero calo dell’edilizia, del resto già previsto prima dell’arrivo del virus. Ma questa flessione dovrebb essere compensata dagli investimenti nelle infrastrutture. Auspichiamo che uno Stato lungimirante vorrà potenziare le basi sulle quali ripartire".
Investimenti di cui beneficeranno sia le aziende sia i cittadini. "La prima ondata della scorsa primavera - aggiunge Lardi - dimostra che quando i partner sociali intavolano una discussione in maniera costruttiva arrivano a soluzioni concrete. Senza tirare in ballo ideologie di destra o sinistra. Poi ci sono sempre movimenti politici che strumentalizzano le crisi per rispolverare proposte già ampiamente bocciate dal popolo. Ma questo mi sembra solo opportunismo".
La parola d’ordine degli imprenditori invece è pragmatismo. "Da questa crisi usciremo con un’economia ridimensionata - riconosce Regazzi -, alcuni settori subiranno importanti contrazioni della domanda. Qui la capacità imprenditoriale sta anche nell’orientarsi verso nuovi sbocchi. Del resto ogni crisi presenta anche delle opportunità". Alcune delle quali si stanno già concretizzando. "La pandemia - prosegue Regazzi - sta accelerando la digitalizzazione, anche nelle piccole e medie aziende. Questo è sicuramente positivo per il futuro, quando la tempesta sarà passata e il clima economico tornerà a essere più mite".
Un momento da tutti atteso con impazienza. "Il mio auspicio è si possa tornare presto alla normalità - conclude Sommaruga - e che ognuno possa tornare a fare ciò che faceva prima. Di sicuro molti di noi ne usciranno più forti. Questo periodo sta stimolando la creatività e la fantasia. Stiamo imparando a reagire a ogni avversità".
07.11.2020


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Luna e Marte nuove mete
di imprenditori visionari
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Quei pochi cristiani in Iraq
tra le macerie di sé stessi
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Predicatori e Stato islamico
tra i guerriglieri della costa
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il mondo ha 44 sovrani
ma i "regni" contano poco
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Una Greta, tante Grete
per difendere l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Londra,
omaggio
al principe
Filippo

La polveriera
Belfast
pronta
a scoppiare

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00