Le vendite nel periodo natalizio non "salvano" le librerie
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Social media e crisi
minacciano i romanzi
ANDREA BERTAGNI


Si comprano e si regalano. Soprattutto a Natale. Sperando di aver azzeccato il regalo giusto. Nel dubbio o nella consapevolezza che piaceranno. Sono i romanzi, i racconti, i saggi, le poesie, i libri illustrati, di ricette e per ragazzi. Che abbondano proprio sotto l’albero. E fanno felici editori e librai. Ma è davvero ancora così?
Non proprio. Alcune librerie rimpiangono i tempi andati, quando le vendite di novembre e a dicembre salvavano l’intero anno. Altre se la prendono con il commercio online. Tutte resistono. Perché da Acquarossa a Chiasso il disco è sempre lo stesso. I lettori forti ci sono ancora. Ma spendono di meno. Mentre i giovani preferiscono gli shop online. E le ultime librerie rimaste tengono duro, sostenute dalla passione per la loro professione. "Il periodo natalizio dà comunque una mano - dice Silvia Colombo della libreria Leggere di Chiasso -. Certo, oggi non si lavora bene come in passato, quando più un volume era costoso più veniva acquistato. Per fortuna ci sono i clienti fissi e affezionati, altrimenti sarebbe ancora più dura". Anche perché oggi trovare best seller un po’ ovunque non è così difficile. Dalla Posta ai distributori di benzina. Le librerie non hanno più l’esclusiva.
Si cercano dunque alternative. Come il progetto dell’Associazione dei librai della Svizzera Italiana e la Società editori della Svizzera italiana. Nell’intento di proteggere il settore dalla concorrenza di Amazon e delle grandi catene di distribuzione. "Le giornate cominciano a essere intense - ammette Cristina Polli della libreria Voltapagina di Lugano - la cifra d’affari però ogni anno cala. L’impressione è quella di lavorare tanto, ma a fine giornata in cassa non c’è molto".
Anche ad Acquarossa le cose non vanno troppo bene. "Siamo in crisi, inutile girarci attorno - afferma Miriam De Neri della libreria Simano -, sono almeno quattro-cinque anni che le vendite calano. Le uniche pubblicazioni che non sembrano avere difficoltà sono quelle che trattano temi ticinesi legati al territorio".
Un po’ più a Sud a Biasca, il presente appare meno nero. "A Natale vendo bene - dice Giorgia Schmid della libreria Eco libro -, forse anche perché nelle Tre Valli non c’è molta offerta o forse perché cerco di mantenere un buon rapporto con i miei clienti, che si fidano di me e si lasciano consigliare". In effetti non sono pochi i librai che scommettono sul rapporto con i clienti per riuscire a stare a galla. "Il confronto con l’acquirente è importantissimo - osserva Nicola Romerio della libreria Locarnese di Locarno -, siamo l’alternativa ad Internet e sarebbe insensato non approfittarne". Ecco perché la ricetta, oggi più di ieri, non può fare a meno di un ingrediente: la fiducia.
"La nostra è una libreria particolare - spiega Antonella Volonterio della Libreria del tempo di Savosa -, diamo molta importanza agli incontri con i lettori e con gli autori. La conseguenza di ciò che riceviamo richieste di libri e volumi particolari, oserei dire unici, che abbiamo solo noi".
Nel 2018 il libraio non vende solo pagine rilegate. Ma sceglie, propone, offre. Fa insomma da filtro. Tra il mercato e i gusti dei potenziali lettori. Una strategia adottata anche dalla libreria Dietro l’angolo di Lugano. "Cerchiamo la qualità - afferma Andrea Compare - anche perché siamo piccoli. La nostra strada è perciò quella di andare a cercare al di là dei soliti titoli per proporre, ad esempio, anche volumi illustrati e d’arte". Differenziarsi, distinguersi. E scongiurare la serrata. Un concetto valido anche per la Libreria dei ragazzi di Mendrisio. "Sono almeno dieci  anni che a Natale non si vende più come prima - risponde Stefania Pelli -, la ragione può essere perché le persone hanno meno tempo per leggere, per svagarsi, prese come sono dai social. A reggere ancora, per fortuna, è la letterattura per bambini".
Vero è che rimanere fermi non conviene a nessuno. Neppure ai negozi più grandi. "Durante le feste organizziamo presentazioni con autori per cercare di attirare più persone - sottolinea Isabella Banskoliev della libreria Casagrande di Bellinzona -, però in effetti le vendite sono in calo, i tempi sono cambiati, al posto di comprare due-tre libri oggi la gente ne compra uno solo".
Il periodo natalizio rimane comunque interessante. "In questi mesi l’aumento del fatturato è considerevole, c’è a tutti gli effetti un aumento rispetto agli altri mesi", evidenzia Giovanna Taborelli della libreria di Bellinzona che porta il suo nome. Sulla stessa lunghezza d’onda si esprime Prisca Wirz Costantini della Segnalibro di Lugano. "È un periodo positivo", dice prima di tornare a servire la clientela. "Di solito gli acquisti vengono fatti all’ultimo minuto - aggiunge Sergio Quarta dell’omonima libreria di Giubiasco -, a Natale è comunque il momento in cui si realizzano le vendite migliori".
Il discorso non cambia neppur a Mendrisio. "Quello delle feste è sicuramente un lasso di tempo in cui ci si muove di più - specifica Mauro Paolocci della libreria Dal libraio - sono però del parere che ha perso la centralità di qualche anno fa, rientrando nella norma. Il motivo? Stiamo risentendo del commercio online senza sapere quanto durerà questa fase di cambiamento".
Quel che è certo è che le festività sono un affare per le case editrici. Che per l’occasione si danno da fare con promozioni e strenne natalizie allestite allo scopo. "In questo periodo e fino a gennaio abbiamo la promozione sul vecchio catalogo con sconti fino al 40 per cento - spiega Laura Grillo, editor della Armando Dadò editore -, i mesi di novembre e dicembre sono senz’altro favorevoli, tanto che normalmente le vendite superano del cinquanta per cento quelle dei mesi precedenti".
Dello stesso avviso Fabio Casagrande della casa editrice omonima di Bellinzona. "Si vende molto di più, è un fatto acquisito - commenta -. Non a caso anche noi abbiamo preparato tre strenne ideali da convidere in famiglia sotto l’albero".
Più sfumata l’opinione di Gabriele Capelli, editore a Mendrisio. "A Natale la tendenza è  pubblicare libri semplici e leggeri, ma se un titolo è valido fa il botto anche a marzo".

an.b.
09.12.2018


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