Nonostante le e-mail, aumenta la spesa in francobolli
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La posta del Cantone
costa più di 8 milioni
ANDREA STERN


Oltre 8 milioni di franchi in francobolli. Per l’esattezza 8’042’607 franchi. È quanto ha speso nel 2017 il Cantone per le spedizioni postali. Una cifra cresciuta di poco più di 200mila franchi rispetto all’anno precedente, di oltre un milione rispetto a dieci anni prima, quando erano stati spesi 6,94 milioni. Un aumento curioso. Soprattutto alla luce della crescente diffusione della posta elettronica, che in molti casi potrebbe sostituire quella cartacea.
"È vero, 8 milioni sono tanti - riconosce Arnoldo Coduri, cancelliere dello Stato -. Ma il cartaceo è in indispensabile in certe situazioni. La digitalizzazione è un tema di legislatura, è un obiettivo prioritario del governo. Per esempio da quest’anno esiste l’eTax, che permette di inviare la propria dichiarazione fiscale con la posta elettronica. Ma passare interamente al digitale è impensabile, almeno nel breve-medio termine".
Diversi passi per cercare di contenere la spesa sono comunque già stati fatti. La Cancelleria monitora costantemente tutte le spedizioni in uscita. L’anno scorso, inoltre, ha svolto un’azione di sensibilizzazione tra i dipendenti cantonali. Nel 2013 una trattativa con la Posta aveva permesso di ottenere un aumento dello sconto lineare sulle tariffe.
Nel 2014 il Consiglio di Stato aveva deciso che tutte le comunicazioni interne ai servizi del Cantone, scuole comprese, sarebbero dovute avvenire tramite posta elettronica. E sempre nel 2014 era stato introdotto l’obbligo per tutte le unità dell’Amministrazione cantonale di utilizzare la posta B, salvo deroghe. "Inoltre è in corso un progetto pilota tra potere esecutivo e giudiziario - aggiunge Coduri -, per valutare quali informazioni  possono essere trasmesse tramite posta certificata. Facciamo l’esempio del ricorso contro la tassa di collegamento. Le prese di posizione hanno dovuto essere intimate a una ventina di ricorrenti, quindi con una ventina di invii postali separati. Ora si sta cercando di facilitare lo scambio tra le parti senza sempre dover stampare decine di copie".
Il dipartimento che più di tutti ricorre ai francobolli è quello delle Istituzioni. L’anno scorso ha spedito lettere per più di 3,5 milioni di franchi, quasi la metà della spesa totale del Cantone. Va detto che alcuni di questi invii hanno un ritorno economico molto interessante. Per esempio quelli delle multe stradali. Solo quelle per velocità sono costate 281’302 franchi, tra invii in Svizzera e all’estero. Ma hanno permesso al Cantone di incassare oltre 6 milioni di franchi. Al secondo posto nella classifica dei dipartimenti che effettuano più spedizioni c’è quello dell’Economia e delle Finanze. L’anno scorso ha speso oltre 1,5 milioni di franchi. Ma anche in questo caso il ritorno economico - si pensi alle imposte - è infinitamente più grande. Infine il dipartimento che spende di meno in francobolli, quello del Territorio. 85’108 franchi in un intero anno.
"Va comunque detto - conclude Coduri - che parte della spesa viene recuperata tramite l’emissione di tasse amministrative. Otto milioni sono il valore lordo, quello effettivo è ben inferiore".

a.s.
21.10.2018


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