Il Ticino garantisce le più alte deduzioni della Svizzera
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La "generosità fiscale"
costa almeno 80 milioni
CLEMENTE MAZZETTA


Si parla del Ticino come di un Cantone  fiscalmente molto "generoso".  Non solo perché il ministro Christian Vitta vuole tagliare le tasse del 5%, ma per il fatto che un quarto dei contribuenti ticinesi è esente da imposta. Non pagano, insomma. Si tratta di oltre 50mila casi che riescono a "sfuggire" alle maglie del fisco: sono al di sotto del limite imponibile. Fra questi anche una serie di casi - circa 400 - con un reddito lordo di 100 mila franchi.
Di contro, ci sono circa 18mila contribuenti (su oltre 350mila abitanti) che versano qualcosa come 360 milioni di franchi. Circa il 56% del gettito fiscale delle persone fisiche che nel 2012 era di 650 milioni. Ma anche con questo 5% della popolazione che garantisce più della metà del gettito, il fisco ticinese è "generoso". A fare la differenza, rispetto ad altri cantoni, sono le deduzioni fiscali. Confrontando infatti il cumulo dei principali "sconti" - oneri assicurativi, figli a carico,vantaggi per studi, doppi redditi dei coniugi, persone bisognose a carico, quota esente Avs/Ai (vedi grafico sopra) -, quello del Ticino è più del doppio della media intercantonale: 71’800 franchi contro 32’800.
Un dato che ha spinto l’economista Renato Mondada - in una tesi di diploma alla Supsi  - a calcolare  le implicazioni finanziarie  delle deduzioni fiscali in Ticino.  "Il Ticino è il cantone dal profilo fiscale più sociale di tutta la Svizzera - dice Mondada -. Basti pensare che una famiglia con un figlio agli studi fuori cantone deduce 24’500 franchi. Se di figli ne ha due, la deduzione sale a 49mila. Non solo: le famiglie con sette figli, ce ne sono poche ma ce ne sono ancora in Ticino, deducono automaticamente 77’700  franchi". Per calcolare  quanto viene lasciato nelle tasche dei contribuenti Mondada ha preso in esame tutte le deduzioni concesse nel 2012 per i  195mila contribuenti. "Deduzioni che ammontavamo a 5,3 miliardi di franchi. Una cifra che ha ridotto l’imponibile da 14,8 miliardi teorici ai 9,5 effettivi. Si è trattato di una diminuzione del 36%, che ha permesso ad ogni contribuente di ridurre in media il proprio reddito imponibile di 27’300 franchi. Questo, in termini di sola imposta, visto la progressività delle nostre aliquote, ha permesso un risparmio complessivo di 557 milioni di franchi".  
Ogni contribuente grazie a tutte le deduzioni si è tenuto in tasca in media 2.850 franchi. Mondada, che ha poi simulato vari scenari su quanto potrebbe essere il gettito cantonale riducendo, rimodulando, modificando  le deduzioni fiscali, riprende: "Sostituendo le principali voci delle deduzioni ticinesi (ma che fanno l’80% del totale) con quelle medie intercantonali, il gettito fiscale per il cantone aumenterebbe di 78 milioni. Se, invece fossero sostitute con le deduzioni previste per l’imposta federale diretta, che sono più basse, il gettito aumenterebbe fino 108 milioni".
Il peso della generosità fiscale si può dunque stimare fra i 78 e i 108 milioni. Fra il 12% e il 17% del gettito dell’imposta cantonale sul reddito. Detto altrimenti se le deduzioni ticinesi fossero in linea con quelle del resto dei cantoni, i contribuenti dovrebbero versare almeno un’ottantina di milioni in più.  Chi ne farebbe le spese? "Quasi 2/3  dell’aggravio sarebbe a carico dei contribuenti con redditi inferiori agli 80mila franchi", conclude Mondada. Ovvero ad essere penalizzati sarebbero i redditi medio bassi.

c.m.
14.10.2018


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