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Le dolorose ferite
dei vandali del sacro
GIUSEPPE ZOIS


Caro Diario,
è un triste segno dei tempi: ma è un segno e bisogna guardarlo. Parliamo, purtroppo, di come sono sempre più vandalizzate cappelle ed effigi della Madonna e di santi. La geografia dei punti colpiti di mese in mese si estende: Losone, Muralto, Minusio, Pregassona, Melide, di recente l’asportazione della Madonnina al ponte di Castel San Pietro... Ora addirittura una cappella e una statua a Fescoggia prese di mira due volte nel volgere di 4 mesi. E l’elenco è incompleto.
SI PENSAVA alla scriteriata iniziativa occasionale di qualche iconoclasta, episodi ai quali non dare eccessivo rilievo, anche per evitare rischi di reiterazione. Ora però il numero fa la notizia. In molti hanno visto la foto della statua di Bernadette Soubirous, fatta in due pezzi, nel villaggio dell’Alto Malcantone. Era stata ricollocata in luglio, dopo un precedente con analoghe modalità distruttive. La scultura della ragazza, poi suora, mistica e santa dopo le apparizioni della Madonna, era stata realizzata in sasso, così da poter scoraggiare i malintenzionati. Difficile la spaccata di una statua in pietra, nel silenzio della notte in un piccolo paese: ha prevalso la sfrontatezza.
SIA LA PRIMA che la seconda volta, dallo stesso luogo è stata asportata la parte superiore della statua, commissionata appositamente a Lourdes, con evidente scelta di devozione specifica aggiuntiva. Forse, più del pur resistente sasso, sarà efficace un sistema di sorveglianza con telecamere. Che è a sua volta un malinconico barometro. D’altra parte, allargando un po’ il discorso, il rimedio delle telecamere è forse da preferire anche alla chiusura sistematica delle chiese, almeno nei centri. Le statue, in se stesse, a parte qualche eccezione, non hanno un valore pecuniario ma ne hanno uno - forte - sul piano simbolico e naturalmente affettivo; veicolano pensieri di spiritualità in chi crede e rappresentano comunque per molti un momento di legame, di aggregazione e/o di appartenenza.
È PUR VERO che questi restano piccoli fenomeni isolati, ma l’intensificarsi non può essere trascurato. Curioso che in un tempo di progressivo distacco dalla pratica religiosa si assista come cupo riflesso a simili gesti di meschinità, vigliaccheria, livore (contro chi e perché). Se si può capire il motivo per cui sono prese di mira le bussole delle offerte, torna più difficile comprendere cosa scateni tali comportamenti. Solo immaturità giovanile, incultura, volontà di offendere il credere altrui? Ci sono anche, e devono far riflettere, la caduta del rispetto verso la libertà degli altri e l’intolleranza gratuita in questi "coraggiosi del buio". Le statue torneranno nelle loro cappelle, ma restano comunque le domande su queste piccole dolorose ferite al sentire cristiano.
07.10.2018


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