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La rivoluzione digitale passa anche dalle biblioteche
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"Triplicati gli ebook
'scaricati' nel 2020"
ANDREA BERTAGNI


Il download di ebook delle biblioteche cantonali durante la prima ondata del coronavirus è triplicato". Stefano Vassere, direttore del sistema bibliotecario ticinese, riassume così la voglia di lettura che non si è fermata, anzi, durante il 2020 è aumentata tra la popolazione. Una voglia soprattutto elettronica. Quindi ancorata alle nuove tecnologie. Perchè gli ebook si leggono su tablet, computer e telefoni cellulari. L’aumento non si è fermato in primavera. Ma "anche la seconda ondata - continua Vassere - presenta importanti incrementi soprattutto per le consultazioni all’edicola elettronica".
Uno degli effetti del lockdown e delle settimane di semi confinamento autunnali e invernali dovuto al Covid è perciò stato quello di spingere molti lettori a "ripiegare" sui libri elettronici. Molto più facili da comprare o noleggiare, basta un clic. E non serve andare in librerià né in biblioteca. Ci si collega a un sito internet, si sceglie e il gioco è fatto. Tanto più che sempre più editori offrono l’alternativa digitale a quella cartacea. Soprattutto in Italia. Anche se anche in Ticino gli esempi non mancano.
In numeri ciò si è tradotto "in un raddoppio di accessi alla piattaforma online delle biblioteche, che da febbraio ad aprile sono passati da circa 7.000 a più di 17.000 - dice Vassere - e lo stesso discorso vale per le consultazioni all’edicola elettronica", che ha registrato cifre simili.
Un vero e proprio boom che ha prodotto anche una classifica degli ebook più "noleggiati" nelle quattro biblioteche cantonali. "Il libro più scaricato in assoluto è stato Spillover. L’evoluzione delle pandemie di David Quammen, seguito da La ricamatrice di Winchester di Tracy Chevalier, dagli ultimi libri di Sandro Veronesi, di Joël Dicker, di Isabel Allende, Elena Ferrante, Stefania Auci, Gianrico Carofiglio, Donato Carrisi e ancora Dicker con il penultimo romanzo".
Numeri e risultati che confermano il ruolo sempre più tecnologico delle biblioteche, che ormai sono diventate 2.0, senza però perdere il loro ruolo di case della cultura. Perché comunque non hanno snaturato la loro veste, restando sempre luoghi, dove - Covid permettendo - le persone, i lettori, si incontrano, comunicano ritrovano e rafforzano la loro identità culturale.
Molto più difficile è invece stilare una graduatoria per quanto riguarda i libri tradizionali, che possono essere prestati per trenta giorni e quindi non è possibile stabilire con esattezza il successo di un prestito. Ciò nonostante, uno sguardo complessivo è comunque fattibile. Ancora Vassere. "Tra i libri tradizionali di carta i titoli più richiesti sono stati quelli del settore della narrativa, che insieme alla modalità dei Dvd e dei Blu-ray disc, è la categoria di gran lunga più prestata".
Chi ha ricorso al prestito nel 2020 ha preferito quindi la narrativa, dunque. E non ha scelto la saggistica o la manualistica, tanto per fare degli esempi. In questo senso "nelle quattro biblioteche cantonali si segnalano come opere più prestate la serie Diario di una schiappa di Jeff Kinney e i libri di Valérie Perrin (Cambiare l’acqua ai fiori e Il quaderno dell’amore perduto); tra gli italiani, Camilleri, Fabio Volo, Carofiglio, Veronesi", precisa il direttore del sistema bibliotecario ticinese.
an.b.
19.12.2020


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