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Il direttore della Rsi, Canetta ritorna sui casi segnalati
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"Comportamenti inamissibili
e inaccettabili"
ANDREA BERTAGNI


Ogni molestia o caso di mobbing è uno di troppo. Comportamenti inaccettabili e inammissibili. Alla Rsi sono giunte una trentina di segnalazioni. Il Caffè, su quanto accaduto, ha sentito il direttore Rsi, Maurizio Canetta.
Domenica, dando notizia delle segnalazioni di mobbing e molestie alla Rsi, le abbiamo chiesto una reazione. Lei ha preferito non intervenire direttamente affidando la sua risposta a una nota interna. Può chiarire la sua posizione?
"Il Consiglio di amministrazione, la Direzione generale e la Direzione Rts hanno reagito immediatamente. Non appena a Rsi abbiamo avuto notizia dal sindacato Ssm delle segnalazioni, ci siamo incontrati per discutere su come agire insieme. Ci troviamo di fronte a persone che hanno sofferto e soffrono, la comunicazione pubblica è delicata e deve tener conto soprattutto di loro. Abbiamo deciso di parlare alla stampa solo dopo averlo già fatto con colleghe e colleghi e con informazioni concrete. Quindi la prima comunicazione era dedicata esclusivamente a collaboratrici e collaboratori: condanna, non tolleranza verso comportamenti lesivi della personalità, indicazioni su intenzioni e primi passi con il sindacato.
Purtroppo il vostro articolo non ha riportato questo elemento, dando l’impressione - errata - di inazione da parte nostra. Non ci siamo "trincerati dietro il silenzio", ma, come è normale prassi, ogni azienda decide di attribuire solo a poche persone il compito di rispondere, cosa espressamente segnalata".
È rimasto sorpreso del numero di segnalazioni arrivate? Sono l’espressione di un diffuso disagio oppure il loro numero rientra nella "normalità" per un’azienda, come la Rsi, di grandi dimensioni?
"Soprattutto triste, perché dietro ogni segnalazione c’è una persona che vive malessere e sofferenza. Non credo che in alcun modo si debba mai parlare di "normalità". La Rsi è una grande azienda, produce e diffonde programmi 24 ore su 24 grazie al lavoro di quasi 1.000 collaboratrici e collaboratori. Negli ultimi anni ha dovuto assorbire tagli finanziari, ridurre - come molte altre aziende - posti di lavoro e dare il via una profonda trasformazione in tutte le attività dell’azienda. Stiamo vivendo un disagio e una pressione diffusi, ma questo non giustifica comportamenti che ledano la personalità di colleghe e colleghi con mobbing o molestie sessuali verbali o fisiche. Comportamenti inammissibili e inaccettabili in qualsiasi situazione".
Di fronte a queste segnalazioni la direzione Rsi quanto si sente responsabile?
"Mi e ci sentiamo responsabili di tutto quanto succede in azienda, sia positivo che negativo. Non abbiamo colto a sufficienza i segnali? Non c’è fiducia? Il cruccio è quello. E c’è anche la preoccupazione per la tutela della grande maggioranza delle persone che lavorano correttamente e professionalmente. Adesso si tratta di assegnare a istanze esterne e indipendenti le inchieste sulle segnalazioni e rendere giustizia alle vittime. Nel frattempo la Ssr sta verificando gli strumenti e le misure a disposizione e prepara in tempi brevi nuovi momenti di sensibilizzazione e di formazione. Quello che conta però è anche agire sulla quotidianità: ad esempio una battuta sessista o un’umiliazione professionale fatta in un gruppo di persone deve essere stroncata da chi è lì, perché spesso le vittime non hanno la forza per farlo".
Negli anni scorsi, prima cioè di queste segnalazioni, quanti sono stati i casi di mobbing e molestie alla Rsi?
"Ci sono state segnalazioni, denunce e casi, che sono stati trattati con la confidenzialità e la discrezione dovute a tutte le persone coinvolte. La Rsi ha preso a carico e trattato ogni segnalazione ricevuta sia direttamente sia per il tramite del sindacato. Ogni volta ha approfondito la situazione e affidato le inchieste a istanze esterne".
Se dovessero essere dimostrate le responsabilità di una o di un dipendente quali provvedimenti potrebbero essere presi dalla Rsi?
"L’azienda prenderà i provvedimenti necessari, a seconda della gravità di azioni e comportamenti definita dall’inchiesta esterna, che stiamo in questi giorni individuando in collaborazione con Ssm. Le sanzioni vanno dal richiamo ufficiale fino al licenziamento".
abertagni@caffe.ch
28.11.2020


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