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I controlli di polizia hanno cambiato il mondo del tuning
Immagini articolo
Le auto si truccano ancora
...ma con furbizia e abilità
ANDREA STERN


Si racconta di un agente di polizia che avrebbe preso talmente a cuore la lotta alle automobili truccate illegalmente da dedicare anche il suo tempo libero alla ricerca di potenziali "contravventori". Li seguirebbe e li provocherebbe per raccogliere eventuali indizi di modifiche. Poi, una volta tornato a indossare la divisa, convocherebbe le sue "vittime" a Camorino per verificare la fondatezza dei propri sospetti.
Una leggenda metropolitana? Forse. Fatto sta che negli ultimi anni il fenomeno delle automobili truccate è vistosamente calato. Le marmitte rumorose si sono rarefatte, le carrozzerie appariscenti sono quasi sparite, gli alettoni sono diventati un oggetto inusuale. Il "tuning", per usare il termine tecnico, sembra aver lasciato i suoi tempi migliori dietro di sé. "Ma il fenomeno non è passato di moda, è solo cambiato" sostiene Rudi Riccio, titolare di un’officina a Camorino che figura tra i principali punti di riferimento del settore.
Riccio spiega che il tuning si è semplicemente fatto più discreto. "Fino a dieci o quindici anni fa - prosegue - era molto più rozzo. Chi modificava la propria vettura spesso lo faceva con l’obiettivo di essere notato. Voleva essere appariscente. Da allora però il tuning ha avuto un’evoluzione in meglio, secondo me. Le auto vengono ancora modificate ma con uno stile più sobrio, più pulito". Un’evoluzione legata in parte alla moda, in parte alla necessità.
Del resto va detto che la legge è molto severa. "In Svizzera ci sono tantissime restrizioni - osserva Sacha Gobbi, fondatore del Team Tuning Ticino -, siamo molto limitati rispetto a Germania, Giappone o Stati Uniti. Qui è difficile sbizzarrirsi più di tanto". Anche perché eventuali modifiche non regolamentari possono essere punite con pesanti multe o addirittura il sequestro dell’auto. "Ma chi ha la passione per i motori - sottolinea Gobbi - difficilmente la perde. Ancora oggi ai nostri raduni annuali sono presenti centinaia di auto modificate". Segno di un movimento discreto ma vivo. "In Ticino - aggiunge Gobbi - noi appassionati di tuning siamo almeno un migliaio".
Certo, all’inizio del secolo erano altri tempi. "Anche allora le regole erano severe - riprende Riccio - ma i controlli erano meno frequenti e molto meno dettagliati". Gli appassionati, dunque, osavano di più. "Ora invece non c’è più spazio per l’improvvisazione - spiega Riccio -, per il fai da te. Così molti appassionati preferiscono affidarsi a officine come la nostra, che conoscono le regole e possono garantire l’omologazione della vettura".
Tutti guai risparmiati. Perché al di là della storia narrata all’inizio di questo articolo, è un dato di fatto che negli ultimi anni si è assistito a un giro di vite. "La polizia è diventata più severa - conferma Gobbi - ma anche noi abbiamo cambiato atteggiamento. Siamo coscienti che a molte persone le automobili modificate danno fastidio, c’è chi pensa che siamo tutti dei mezzi criminali. Quindi cerchiamo con il nostro comportamento di dimostrare loro il contrario. Di rispettare le regole e di mantenere uno stile di guida corretto". Ne va della loro immagine, ma anche della sicurezza di tutti gli utenti della strada.
Insomma, gli appassionati di auto truccate hanno messo la testa a posto. "Questo non vuol dire che non ci piace più sfruttare le potenzialità delle vetture - conclude Gobbi -. Lo facciamo ancora, ma non sulla strada. Andiamo in pista".
astern@caffe.ch
11.07.2020


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