Le testimonianze di famiglie e lavoratori sul salario extra
"Con la 13a riusciamo
a pagare gli arretrati"
PATRIZIA GUENZI


Quella busta paga in più che entra in banca a metà dicembre è sempre una preziosa boccata d’ossigeno. Per la maggior parte dei lavoratori serve a far quadrare i conti di casa. A chiudere l’anno senza più fatture in sospeso. C’è anche chi non potrebbe proprio farne a meno, perché altrimenti perderebbe il lavoro. Come Natasha Melis, 45 anni, mamma sola con un figlio di 19 e un lavoro part time. "Da Castagnola mi devo spostare a Minusio e lo posso fare solo con il treno - spiega -. L’abbonamento, per svariate ragioni, lo devo fare completo: 1’800 franchi. Per fortuna scade a dicembre".
Una fortuna, l’entrata extra di dicembre, anche per Jenny Pagani, 33 anni, un’occupazione part time, sposata con 4 figli: "Santa tredicesima mi vien da dire - esclama -. Io non la prendo, mio marito per fortuna sì. Ci permette di pagare quelle fatture che durante l’anno trasciniamo. Come le quote sportive dei ragazzi, 600-700 franchi l’anno". Spese, tante spese. Per una famiglia le bollette ogni mese sono numerose. E, alcune di queste, inevitabilmente, si pagheranno proprio con quel doppio stipendio di fine anno. "Sì, con quello riusciamo a saldare tutto ciò che eventualmente è rimasto indietro - conferma Luisa Balde, 55 anni, un lavoro al 60%, sposata, una bimba di 11 -. Ti toglie un po’ di ansia, sai che a fine anno entreranno quei soldi. È una sicurezza".
Una sicurezza, anche per chi ha la fortuna di non doverla aspettare per rimettere in sesto i bilanci domestici. È sempre un’entrata e se ne può risparmiare una parte che può tornar utile in caso di necessità impreviste. "Quando hai dei figli è sempre meglio avere una piccola riserva - osserva Duska Giorgetti, 42 anni, sia lei che il marito con un’attività in proprio ma dipendenti delle rispettive società, due figli, 14 e 11 anni -. Più crescono e più costano, sapere quindi di poter eventualmente far capo a quei soldi tranquillizza". Tranquillizza, certo, uno stipendio in più. Figuriamoci per quei lavoratori che durante l’anno vivono costantemente in un precario equilibrio tra entrate e uscite. Per cui quella busta in più diventa un’ancora di salvezza.
Ne sa qualcosa Jenni Stefanachi, 42 anni, mamma single di una bimba di 13. "È fondamentale per me - ammette -. So, ad esempio, che potrò saldare quelle fatture, e sono tante, che arrivano proprio a fine anno". I vari conguagli, le ultime rate delle imposte, l’assicurazione dell’auto, la targa… Che prima di girare il calendario tocca pagare. E poi i regali di Natale. Impossibile, quando in casa ci sono dei bimbi, non metter mano al portafogli. "Già, e non c’è solo il Natale, mia figlia compie gli anni proprio a dicembre e sa che la mamma ha qualche soldo in più per i regali - riprende Stefanachi -. Come faccio a dirle di no?".
Nessun genitore dice di no. Lo scorso anno la società di consulenza Ernst & Young aveva fatto due conti e stimato che i ticinesi spendono per i regali di Natale attorno agli 80 milioni di franchi. Soldi che fanno girare l’economia, che aiutano il commercio. Versare la tredicesima ai lavoratori significa anche questo. Eppure, il 30% dei dipendenti questa "gratifica" non ce l’ha (vedi pagina accanto). Non può contare su quel doppio stipendio per saldare arretrati e fatture in sospeso. Non certo per accantonarla. Pochi ci riescono. Se sì, "qualche centinaio di franchi al mese, non di più - dice Martina Mattei, 35 anni, impiegata a metà tempo, un marito e un figlio di 3 anni -. La tredicesima per noi è una riserva che mettiamo da parte". Risparmi anche in casa Giorgetti. "La mia va tutta nel 3° pilastro - riprende Duska -. Quella di mio marito tornerà utile tra qualche anno, quando i figli studieranno fuori cantone". La spenderà prima Giulia Taragnoli, 39 anni, indipendente, sposata, due figli, 7 e 3 anni: "Stiamo riattando casa, servirà per pagare la porta d’entrata". Di risparmiare non se ne parla neanche in casa Stefanachi. "Come farei?! - esclama Jenni -. Ho solo il mio stipendio". Impossibile anche per i Pagani: "Se tutto va bene, il beneficio della tredicesima dura fino ad aprile-maggio. Nel senso che non siamo in rosso sul conto". Poi si ricomincia. Sino al prossimo dicembre. "E invece - conclude Melis - sarebbe bello poterla spendere tutta in regali". pguenzi@caffe.ch
01.12.2019


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