L'"ospedale del cuore" rinuncia al "polo scientifico"
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Il Cardio si riprende
i 5 milioni del Mizar
PATRIZIA GUENZI


Prima sì, poi no, poi forse, ora definitivamente no. Il progetto Mizar, polo di ricerca medico-scientifica, è definitivamente caduto. L’acquisto da parte di Lugano e del Cardiocentro del megastabile a Molino Nuovo (appartiene a SwissLife) per farne un contenitore di laboratori, dal cassetto dei sogni è finito nel cestino dei rifiuti. Il Cardiocentro ha ritirato i 5 milioni che qualche mese fa aveva accantonato depositandoli su un conto di un notaio luganese. Milioni indispensabili a garanzia dell’impegno del Cardio che hanno (o meglio sarebbe dire avrebbero) affiancato i 10 milioni già destinati e stanziati da Lugano per l’operazione. In totale l’intero progetto sarebbe costato 48 milioni. Acquisto e ristrutturazione. E il Cardiocentro si era impegnato allo stanziamento di altri 5 milioni entro il 2026. Cifra che l’Ente ospedaliero cantonale (Eoc), nel quale fra poco più di un anno il Cardio sarà integrato, ha sempre dubitato potesse essere nella disponibilità finanziaria attuale della struttura sanitaria privata luganese.
Mesi fa il Cardiocentro - a dimostrazione del proprio interesse per il progetto Mizar (nato qualche anno fa soprattutto per volontà del promotore del Cardio, Tiziano Moccetti) - è riuscito a recuperare tra le pieghe del proprio bilancio 5 milioni. Somma racimolata grazie ad alcune operazioni economico-finanziarie, tra cui la vendita e poi l’affitto per cinque anni di macchinari particolarmente costosi.
I 5 milioni da inizio luglio sono ritornati nella disponibilità del Cardiocentro. I patti erano infatti chiari: se entro il 30 giugno nulla fosse cambiato sul fronte del progetto Mizar, la somma accantonata e depositata sarebbe rientrata nelle casse del Cardio. E così è avvenuto. Ma lo si era compreso mesi fa che la conclusione sarebbe stata questa. Altri gruppi, inizialmente interessati agli spazi del Mizar, avevano mostrato perplessità e fatto un passo indietro. Per iniziare... la Fondazione Agire.
Già dallo scorso marzo il destino del  proagetto Mizar è parso segnato. I metri quadrati a disposizione e senza un potenziale affittuario erano circa 2.500. Lo aveva sottolineato al Caffè Michele Foletti, presidente di Lugano MedTech, la fondazione che avrebbe (o dovrebbe) dovuto gestire il polo di ricerca biometica. Dopo il balletto di sì, no e forse; dopo polemiche seguite a conferme e smentite il capitolo Mizar sembra dunque chiudersi definitivamente. Quanto meno per quel che riguarda l’impegno finanziario del Cardiocentro così come prospettato inizialmente.
Le trattative in corso tra Ente ospedaliero e Cardio sono a buon punto per quel che riguarda l’integrazione della struttura a partire dal 2021. Il cosiddetto "ospedale del cuore" si trasformerà in Istituto Cardiocentro. Tutto il personale sarà riassunto alle condizioni attuali, avrà una direzione collegiale e... Per quel che riguarda la costosissima ricerca scientifica fatta dal Cardio attraverso la Fcre, una fondazione che ha visto negli anni diversi ritocchi se non stravolgimenti di gestione, tutto è in forse. Le trattative fra Eoc e Cardio riprenderanno a giorni per sfociare in un secondo rapporto. Nel frattempo però il Cardiocentro non ha fatto giungere all’Eoc alcun dato, alcuna relazione sulla fondazione di ricerca. Chi vi lavora, chi percepisce un salario, quali concreti risultati ha sino ad oggi ottenuto? Con una spesa annua che è andata dai 4 ai 7 milioni di franchi.

p.g.
07.07.2019


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