In Svizzera e all'estero è guerra alla sigaretta tra i bambini
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Sempre più diffusi
i parchi senza fumo
ANDREA STERN


Dai comunisti agli udc, dai democristiani ai liberali, tutti hanno approvato il divieto di fumo nei parchi gioco cittadini senza battere ciglio. "I bambini mettono tutto in bocca e un mozzicone di sigaretta contiene almeno 50 sostanze chimiche cancerogene", ha detto in aula la verde Catalina Wolf-Miranda, giovane madre e autrice della mozione accolta all’unanimità nel febbraio scorso dal Consiglio comunale di Dietikon. Il comune zurighese, 27.146 abitanti, è così diventato il primo del cantone a bandire totalmente le bionde dalle aree verdi dedicate ai più piccoli.
A livello svizzero però Dietikon arriva tardi per potersi fregiare di qualsivoglia spirito pionieristico. Già nel 2008, infatti, la città di Coira ha estromesso dai suoi parchi gioco sia il tabacco sia l’alcool. Per i trasgressori sono previste multe da 50 franchi ma è assai raro che debbano essere spiccate. Il Municipio di Coira sottolinea con un certo compiacimento che il divieto è stato ben accolto da tutti, fumatori compresi, e definisce l’esperienza "molto positiva".
A seguirne l’esempio è stato il Canton Argovia, che un paio di anni fa ha stanziato un credito di 136mila franchi per un progetto pilota che prevede la creazione di aree gioco senza fumo. Finora ne sono state realizzate tre, entro fine anno diventeranno sei. Il divieto viene segnalato con degli appositi cartelli ma non vengono effettuati controlli e non vengono sanzionati eventuali trasgressori. Il governo argoviese preferisce appellarsi alla responsabilità dei genitori e degli altri frequentatori dei parchi.
Anche la città di Losanna sembra indirizzarsi verso il divieto di fumare tra scivoli e altalene. Le possibili modalità di applicazione della misura sono attualmente allo studio del Municipio, dopo che il Consiglio comunale ha accolto nel novembre scorso una richiesta in tal senso del verde Ilias Planchard. Dal canto suo Basilea Campagna sta studiando un divieto a livello cantonale. E sempre in Svizzera vi sono infine diversi Comuni che hanno introdotto delle limitazioni. Come ad esempio Lugano, dove dal 2015 non è più permesso fumare nelle aree di gioco riservate ai bambini sino ai 12 anni e nei campi da gioco per i ragazzi sino ai 15 anni di età.
La tendenza a salvaguardare i fanciulli dal fumo degli adulti si fa strada anche all’estero. Forse in maniera ancora più marcata. Parigi, ad esempio, conta 500 aree gioco in cui le sigarette sono bandite. E nel luglio scorso il Municipio ha allargato la misura a sei parchi cittadini, per una fase sperimentale. Visto il successo, da sabato 8 giugno il divieto è stato esteso ad altri 46 parchi. Durante le prime settimane gli agenti cittadini sono chiamati a svolgere delle attività di sensibilizzazione nei confronti dei fumatori. Una volta conclusa questa fase potranno passare alle sanzioni vere e proprie, 38 euro per ogni infrazione.
Da sottolineare infine l’esempio della Russia, dove già nel 2013 il presidente Vladimir Putin ha dichiarato guerra al dilagante tabagismo, che allora colpiva più di quattro persone su dieci. In un colpo solo Putin ha vietato il fumo sui treni e sulle navi, in alberghi e ristoranti, nei negozi e nei mercati, sui posti di lavoro, nei parchi gioco e sulle spiagge. Non solo, attorno alle entrate di stazioni, aeroporti e porti sono stati delimitati dei perimetri di 15 metri all’interno dei quali non è possibile accendersi una sigaretta.
Il caso più estremo resta tuttavia quello del Bhutan, piccolo Paese asiatico dove è addirittura vietato fumare in pubblico. I cittadini che non riescono ad abbandonare il vizio inviso al governo hanno diritto a un massimo di 200 sigarette al mese, dietro pagamento di salatissime imposte. Ma se vogliono fumarle, possono farlo solo tra le proprie mura domestiche.

a.s.
09.06.2019


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