Due morti durante il quinto sabato di proteste in Francia
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I gilet gialli non mollano
ma ora sono a un bivio
ANDREA STERN


L’attentato di Strasburgo e le rassicurazioni del presidente francese, Emmanuel Macron, non hanno fermato i "gilet gialli" che ieri, sabato, sono tornati a manifestare in diverse città per "l’atto quinto" della protesta. Una mobilitazione che si è parzialmente sgonfiata nei numeri - a Parigi sono scese in strada solo poco più di 2mila persone rispetto alle 10mila del sabato precedente - ma che non ha invece perso nulla in quanto a determinazione. I leader del movimento nato su Internet ribadiscono di non avere alcuna intenzione di accontentarsi delle concessioni di Macron, che in settimana ha annunciato una moratoria sul tanto contestato aumento delle tasse sul carburante nonché una serie di misure per aumentare i salari minimi.
I manifestanti hanno in particolare improvvisato un sit-in con le mani sulla testa, ricordando le immagini degli studenti che una decina di giorni fa, a Mantes-la-Jolie, sono stati obbligati a rimanere a lungo in quella posizione dopo essere stati fermati dalla polizia. Sia nella capitale francese che in altre città si sono nuovamente registrati degli scontri con le forze dell’ordine, che hanno fatto uso di gas lacrimogeni e proceduto a decine di fermi.
Si sono comunque registrati due decessi, che fanno salire a otto il bilancio totale delle vittime dall’inizio della protesta. Una donna di 44 anni è rimasta uccisa in un incidente a nord-est di Parigi. Si trovava in sella alla moto del compagno, che ha fatto inversione di marcia davanti a un blocco stradale dei "gilet gialli". Ma sull’altra corsia arrivava una vettura che li ha travolti. La donna è morta sul colpo. L’altra, è stata vittima di uno scontro in seguito a un rallentamento causato da un altro blocco dei "gilet gialli", in località Erquelinnes, alla frontiera con il Belgio.
Resta ora da capire quale sarà il futuro di una protesta che continua a godere del sostegno di una maggioranza dei francesi. C’è chi ipotizza che i "gilet gialli" potrebbero trasformarsi in partito politico. C’è chi pensa che solo le dimissioni di Macron possano porre fine alle mobilitazioni. Ma c’è anche chi ricorda che le festività natalizie sono imminenti. Potrebbero essere sufficienti per fermare, se non il movimento di protesta popolare, almeno le manifestazioni nelle strade.
16.12.2018


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