Dalla Svizzera agli Usa l'attività dei cani poliziotto
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Agenti a quattro zampe
con un infallibile fiuto
MAURO SPIGNESI


Si chiamano Kilo, Jack, Oba, Vaiko, Tango e Cash. Scodinzolano, "raspano" con le zampe, infilano il muso sotto le auto e i camion. Il loro fiuto arriva lontano. Dove non arriva quello degli umani. Tanto che sono loro, questi cani affidati agli agenti polizia e delle guardie di confine, a far scoprire carichi di droga, valigette colme di soldi in contante, esplosivi, persino sigarette di contrabbando. In Ticino, ma anche negli aeroporti italiani a pochi chilometri dal confine, vengono utilizzati quasi quotidianamente. In America, dove sono stati impiegati in maniera massiccia, stanno invece attraversando un periodo di "transizione". Nel senso che in molti Stati dove le droghe leggere sono state depenalizzate, questi esemplari vengono ora addestrati ad altri compiti, sempre legati alla sicurezza. Perché non riescono a distinguere la marijuana legale da altre sostanze illegali. E così alcuni andranno in pensione anticipata.
In Svizzera, e in tutta Europa, questo per ora non accade. E i cani seguono addestramenti continui. Perché i moderni spalloni utilizzano sempre nuovi espedienti, come ricoprire di profumo l’involucro con la droga o le buste dove vengono nascosti i soldi. Ci sono esemplari che riescono a distinguere centinaia di odori. "C’è stata una evoluzione nel trasporto di sostanze stupefacenti ed è normale che anche i cani possano essere preparati a far fronte a questi cambiamenti", spiega Maruska Ferrari, direttrice di Security Dog Shool di Giubiasco che forma, addestra e tiene corsi di cinofilia a diversi livelli e per diverse discipline. "È un po’ come far frequentare al cane - spiega ancora Ferrari - un corso di aggiornamento. Certo, quelli che già svolgono queste attività, sono preparati, fanno meno sforzi, imparano più in fretta. Se si inizia da zero bisogna invece lavorare molto. D’altronde è un po’ come un cane da caccia abituato a individuare e recuperare un fagiano, se gli aggiunge la quaglia farà in fretta a capire come deve comportarsi".
I cani utilizzati sia nei servizi antidroga che in altre funzioni legate alla sicurezza in Ticino sono diversi. La Polizia cantonale li usa sin dagli anni Sessanta. Oggi ne ha otto, che vengono impiegati anche per la ricerca delle persone e che svolgono circa duecento interventi all’anno. Diversi anche quelli del Corpo guardie di confine, che vengono impegnati anche nella ricerca di specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (vedi articolo sotto).
L’uso dei cani nei controlli avviene in luoghi precisi. Come gli aeroporti. Compresi quelli accanto al Ticino, peraltro utilizzati da molti svizzeri. "Noi li impieghiamo da molti anni e sono stati sempre preziosi", spiega il capitano della Guardia di finanza Nicola Gazzilli, che è stato comandante sia a Malpensa che a Bergamo Orio al Serio e oggi è in servizio a Padova. "Grazie ai nostri cani - aggiunge l’ufficiale - siamo riusciti a scovare grandi quantitativi di droga ma anche intere borse di denaro non denunciato".
La Finanza italiana ha un servizio di "antivaluta", cioè cani che fiutano le banconote. Per molti anni sono stati in servizio tra dogane svizzere e scali aerei tre labrador "acchiappasoldi", Cash, Zeb e Tango, che hanno sfidato gli spalloni di valuta. Una attività che ha consentito solo a Orio al Serio l’anno scorso di scovare un milione di valuta non dichiarata. Il servizio "cash dog", nato in Gran Bretagna, è presente oggi in molti Paesi.

mspignesi@caffe.ch
02.12.2018


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