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I misteriosi intrecci di due società che vendono gas russo
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Legami e affari segreti
tra la Svizzera e Kiev
FEDERICO FRANCHINI


In un contesto di tensione tra Kiev e Mosca, come hanno potuto due sconosciute società svizzere inondare il mercato ucraino con combustibile russo?
Kiev, novembre 2016. La sequenza mostra due uomini che dopo essere scesi da un aereo si salutano con un bacio all’uscita dell’aereoporto. Diffuso a giugno dall’emittente Radio Liberty, il video ha confermato gli stretti legami tra i due protagonisti della scena: Nisan Moiseev e Viktor Medvedchuk. Il primo è un uomo d’affari israeliano residente a Ginevra; il secondo è un politico ucraino noto per difendere gli interessi russi.
Proton Energy e Glusco Energy sono invece le due società ginevrine amministrate da Moiseev. Sconosciute fino a poco tempo fa, oggi dominano il mercato energetico ucraino grazie agli accordi siglati con la Rosneft, la compagnia petrolifera controllata dal Cremlino. Come è possibile che due società svizzere abbiano potuto trarre vantaggio dal contesto di tensione che caratterizza le relazioni tra Kiev e Mosca? Per alcuni giornalisti locali la risposta ruota attorno a un Falcon Dassault. Potente ed enigmatico, ucraino ma con contatti di primo livello in Russia (Vladimir Putin è il padrino di sua figlia), con lo scoppio della crisi Medvedchuk è diventato una sorta d’intermediario tra i due Paesi. È considerato l’unica persona ad avere il potere per influenzare entrambi i fronti. Tanto che, appunto, il suo Falcon Dassault è il solo aereo a poter volare tra i due Stati.
Secondo i dati ottenuti da il Caffé, l’aereo è anche un habitué di Ginevra, essendo atterrato a Cointrin una cinquantina di volte negli ultimi sette anni. Non si sa se le trasferte svizzere servissero per far visita all’amico Nisan Moiseev. Quel che è certo è che dallo scoppio delle ostilità tra l’Ucraina e la Russia, le società ginevrine controllate dall’israeliano hanno tratto grossi vantaggi.
Tutto ha inizio nel 2014. A seguito del conflitto nel Donbass e della crisi in Crimea, le stazioni di servizio ucraine controllate da aziende russe hanno deciso di abbandonare l’Ucraina. La Rosneft ha così venduto le 146 stazioni di servizio ucraine alla svizzera Glusco che, fino a poco prima, si occupava del commercio di ... cereali. L’altra società elvetica, la Proton Energy, si è imposta invece nell’importazione di diesel e di Gpl prodotti dalla stessa Rosneft. Secondo alcuni media locali, le due aziende elvetiche sarebbero una facciata per permettere alla compagnia del Cremlino di continuare le proprie attività in Ucraina. Non è infatti la prima volta che delle società costituite in Svizzera gestiscono nell’ombra i commercio di gas o petrolio, a vantaggio delle élite al potere in Russia e in Ucraina. Anche in questo caso le due società hanno beneficiato di aiuti da entrambe le parti. A fine 2016, l’unità anti-corruzione ucraina ha tolto dal mercato 16 importatori di Gpl russo, ufficialmente accusati di evasione fiscali e finanziamento dei separatisti pro russi. Nella primavera 2017, Rosneft ha poi accordato a Proton Group l’autorizzazione esclusiva per commercializazre il suo Gpl in Ucraina. Decisioni queste che hanno lasciato campo libero al gruppo ginevrino, oggi più che mai leader incontrastato del mercato energetico ucraino.
Ma non è tutto. Nel 2015, una sconosciuta società basata a San Gallo, la International Trading Partners, ha acquistato dall’azienda pubblica russa Transneft, un oleodotto che permette il trasporto di prodotti petroliferi attraverso l’Ucraina. "Ciò è molto difficile da spiegare razionalmente", confessa al Caffé l’analista Wojciech Kononczuk autore di un recente report sul settore petrolifero ucraino. Anche in questo caso diversi media ucraini pensano che dietro all’affare vi sia Viktor Medvedchuk. Da quando è di nuovo operativa, la pipeline "svizzera" è utilizzata per inondare di diesel russo l’Ucraina. Un business enorme in un paese che ha voluto diminuire la dipendenza dal gas russo aumentando però le importazioni di diesel... russo. E chi è la società che ha concluso un accordo per trasportare il diesel attraverso questo oleodotto?
La ginevrina Proton Energy...
17.12.2017


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