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23.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre e in Val Poschiavo dal 16 ottobre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Bregaglia
22.10.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2018
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo
26.09.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 10.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018

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NUMERI di Loretta Napoleoni
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La Cina si prepara
all'offensiva di Trump
Loretta Napoleoni


Nel terzo trimestre del 2018, l’economia cinese è cresciuta del 6,5 per cento su base annuale. È questa la crescita più debole registrata dai tempi della crisi finanziaria del 2008-09. Nonostante il tasso di crescita sia leggermente inferiore alle proiezioni di economisti ed analisti cinesi e vicino a quello previsto per il 2018, e cioè 6,6 per cento, la notizia ha innervosito un po’ tutti i mercati poiché l’impatto della guerra tariffaria tra gli Stati Uniti e la Cina ancora non si è sentito.
Gli scambi commerciali, infatti, non hanno subito alcuna flessione, su base annuale le esportazioni cinesi sono crescite del 14,5 per cento. Sebbene Donald Trump abbia imposto dazi su più della metà delle esportazioni cinesi negli Stati Uniti, la maggior parte delle nuove tariffe sono state annunciate alla fine di settembre e non entreranno in vigore fino alla fine di gennaio. Ciò significa che le conseguenze dei nuovi dazi americani sul prodotto nazionale lordo cinese si faranno sentire soltanto nel primo trimestre del 2019. Sarà a quel punto che la crescita economica subirà una flessione. Ma di quanto rallenterà l’economia cinese?
In un rapporto pubblicato questa settimana, l’Accademia cinese delle scienze sociali (Cass), una delle principali think tank del governo, si prevede che l’economia crescerà nel 2018 del 6,6 per cento prima di scendere al 6,3 per cento nel 2019. I motivi elencati sono i seguenti: l’aumento dei tassi d’interesse Usa, l’intensificarsi della guerra dei dazi e l’aumento delle difficoltà economiche e commerciali nelle economie emergenti. Saranno questi gli elementi che influenzeranno negativamente la Cina.
La risposta del governo per ora è stata rallentare la spesa interna. Secondo il rapporto del Cass le autorità centrali hanno bloccato oltre 2.000 progetti di partenariato pubblico-privato. Inizialmente Pechino li aveva incoraggiati per spronare gli investimenti del settore privato, ma la loro popolarità è svanita quando ci si è resi conto che i governi locali potevano intraprendere lavori pubblici molto costosi, che non potevano permettersi, come ad esempio linee della metropolitana nelle piccole città del nord, sapendo di poter attingere liberamente ai fondi pubblici.
Per capire bene come Pechino vorrà gestire l’impatto della guerra tariffaria, però, bisognerà aspettare il 2019 e non è detto che per quella data il governo non produca l’ennesimo asso nascosto nella manica.
21-10-2018 01:00
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