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FUORI DAL CORO di Giò Rezzonico
Immagini articolo
Il museo delle culture
...un piccolo gioiello
Giò Rezzonico


È un vero gioiello il nuovo "Museo delle culture" (Musec) inaugurato ad inizio aprile nella settecentesca Villa Malpensata (l’edificio che accoglieva le grandi mostre luganesi prima dell’apertura del Lac), situata sul lungolago di Lugano e ristrutturata con gusto. È un museo di moderna concezione, dove non si va una sola volta nella vita, ma in cui si è invogliati a tornare. Se vi interessa scoprire le culture di mondi lontani e le influenze che hanno avuto sugli artisti occidentali del Novecento lo visiterete più volte, perché le frequenti esposizioni temporanee sapranno stuzzicare la vostra curiosità.
Le proposte che trovate al primo e al secondo piano ruotano attorno all’arte primitiva e in particolare al suo rapporto con quella contemporanea. All’ultimo piano invece, tre allestimenti annuali presentano al pubblico le nuove acquisizioni e l’attività di artisti contemporanei che nel corso del tempo si sono avvicinati al museo. Il piano terreno è dedicato ad appuntamenti con la fotografia di viaggio. Allo "Spazio tesor", che si trova accanto all’entrata, si può infine accedere gratuitamente per ammirare a rotazione una selezione dei preziosi tesori conservati al Musec.
La concezione del nuovo museo è molto diversa rispetto a quella che aveva ispirato l’allestimento nel 1984 a Villa Heleneum. Quella precedente ricalcava un’impostazione etnografica classica: proponeva cioè un centro dedicato alle culture delle società non occidentali. L’attuale direttore Paolo Campione, nominato nel 2005 a seguito di un concorso internazionale, da anni lavora invece per recuperare la visione dell’artista Serge Brignoni, che donando la sua straordinaria collezione di arte primitiva aveva posto le basi per la nascita del museo. Brignoni desiderava che l’allestimento dimostrasse come le opere di arte primitiva esposte fossero fonte d’ispirazione per gli artisti occidentali del Novecento. Una visione molto moderna, la sua di allora, che orienta l’attività espositiva del nuovo museo voluto da Campione. Una figura di direttore molto interessante, perché accanto a solide competenze culturali, possiede anche doti dirigenziali e conoscenze in campo economico e finanziario. Oggi il direttore di un museo deve essere una sorta di "manager della cultura". I risultati non si sono fatti attendere: il Musec ha ricevuto negli ultimi anni notevoli donazioni dalla Svizzera e dall’estero. D’altra parte si è trasformato da servizio pubblico finanziato prevalentemente con risorse comunali in una fondazione, che riceve circa il 40 per cento dei fondi da privati (il budget annuale si aggira attorno ai 3,5 milioni). Altre entrate sono date dallo sviluppo di attività di consulenza, di formazione, di restauro, di pubblicazione di libri, di gestione di altri musei (come per esempio quello delle dogane di Gandria).
23-06-2019 01:00
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