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15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
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FOGLI IN LIBERTÀ di Renato Martinoni
Immagini articolo
Sul rock in montagna
ha ragione Messner
Renato Martinoni


Mi è capitato tre anni fa di conoscere Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, in occasione di una conferenza tenuta all’Istituto di Cultura italiana di New York. All’epoca il cantante italiano viveva in America con la famiglia. L’impressione che ne ho avuto è stata quella di un uomo simpatico, intelligente, alla mano e con la testa sulle spalle. Lo ricordo alto e magro, sorridente, pantaloni e giacca di jeans, con il solito cappellino e la solita barbetta rossiccia. Rammento soprattutto i suoi calzini colorati a righe rosa, bianche e nere: come quelli che portano i bambini. Ora Jovanotti è al centro di una polemica per via di un concerto che terrà la prossima estate sulle montagne dell’Alto Adige. A insorgere è stato l’alpinista Reinhold Messner che, dichiarandosi contrario all’evento, ha detto: "Non posso vietarlo, ma lo farei se potessi".
Tutti conoscono e ammirano Messner che certamente sa molto bene cos’è il silenzio delle vette: quello rotto soltanto dalle folate del vento e dai seracchi che precipitano a valle. Le montagne dovrebbero essere luogo di religioso rispetto. Il concerto di Jovanotti (che ama cantare: "Viva la libertà!") violerà due volte la sacralità dei luoghi: con l’eco degli altoparlanti e con la folla dei bipedi che andrà ad acclamare il cantante. Porterà del rumore, ha aggiunto Messner, dove il baccano è bandito. Jovanotti ha subito replicato che si tratterà di un evento ecologico. Tanto che lo stesso Wwf ha voluto sostenerlo. E che futuro vuol dire immaginare nuove esperienze con mezzi nuovi. Insomma, il progetto è rispettoso dell’equilibrio ambientale. L’auspicio è quello di cantare a quasi tremila metri di altitudine e di poter stringere la mano all’intrepido alpinista.
Due posizioni nette si contrappongono. Da un lato ci sono i fautori del rispetto della natura: coloro che nei luoghi lontani dal caos delle città cercano il silenzio. Dall’altro ci sono i fautori del marketing: coloro che offrono occasioni a quelli che cercano l’adrenalina. Si parla spesso, oggi, quando il discorso cade sul turismo, di "cornice", di "arena", di "scenografia". Al centro c’è l’evento, mentre la bellezza della natura fa da cornice. Il problema sollevato dal concerto "montano" di Jovanotti è di natura ecologica: anche immaginando che il pubblico sia rispettoso e si porti a casa le lattine vuote e i mozziconi di sigaretta, resta la questione dell’inquinamento fonico. Più in generale c’è l’incognita dell’imprevedibilità. Nella splendida Venezia, parecchi anni fa, i mitici Pink Floyd tennero un concerto memorabile che attirò duecentomila fan. Le conseguenze furono disastrose: gente e rifiuti dappertutto. Speriamo almeno che in Alto Adige le cose vadano diversamente.
14-04-2019 01:00
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