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23.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre e in Val Poschiavo dal 16 ottobre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Bregaglia
22.10.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2018
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo
26.09.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 10.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018

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FOGLI IN LIBERTÀ di Renato Martinoni
Immagini articolo
Il vero Christo di Iseo
scimmiottato ad Ascona
Renato Martinoni


C’è stato un tempo in cui nel Locarnese, per risolvere la questione annosa del traffico, si voleva costruire un ponte sul lago. Grazie a Dio non l’hanno fatto. Ora si vuole edificare una passerella che dalla riva di Ascona porta alle Isole di Brissago. C’è chi è favorevole, chi è contrario e chi, come i Verdi, meglio non farsi nemici prima delle elezioni, è pronto a cercare la "sostenibilità" del progetto. Tre chilometri di lunghezza, quattordici metri di larghezza, cinque anni di vita, milioni (si dice) di pedoni pronti come Cristo il Redentore a camminare sull’acqua. Altro che le Maldive in valle Verzasca. Quale beneficio porterà il progetto alla comunità? Ristoranti zeppi di turisti e traffico a gogò. Sul primo punto non ci sono certezze. Sul secondo sì. Altri intasamenti in una regione fra le più disastrate della Svizzera. Raccontano i ristoratori a Venezia che la maggior parte dei turisti, discepoli del mordi-e-fuggi, arrivano con la bottiglia di acqua minerale in tasca, la bevono, la lasciano (per bene che vada) nei rifiuti, e se ne vanno senza avere speso neanche un centesimo. Sarà questo l’indotto?
Lasciamo spazio all’iniziativa privata, si potrebbe obiettare. D’accordo. Ma quale diritto possono avere dei privati di occupare una superficie preziosa che è di tutti? Tanto di chi vuole che di chi è contro le mode della spettacolarizzazione della realtà, che nel mondo ha prodotto orribili falsi come le finte Venezie di Macao e di Las Vegas? Tutti hanno visto le immagini dell’opera di Christo sul lago di Iseo. Ma un conto è un artista e un conto sono le dilettantesche scimmiottature pseudo-artistiche. Un conto è l’emozione di andare a piedi su un’opera d’arte e un altro quella di camminare su una brutta copia di Christo. Si potrebbe obiettare: non è l’arte che interessa, ma un’esperienza emozionante già vissuta con successo da molti turisti. Basta questo per okkupare una grande porzione di lago? No, perdiana.
Abbiamo bisogno, nel nostro Cantone, di una politica turistica a misura d’uomo. Al di là dei discorsi sul marketing o delle megalomanie astruse. Abbiamo solo due carte da giocare: la natura e la cultura. La natura va rispettata. Un lago o una montagna non sono delle "arene" da trasformare in "scenografie" o in eco-mostri a cinque stelle. La cultura è il secondo valore aggiunto: va intesa con intelligenza e solida preparazione, non con infarinature da quattro soldi. La passerella sul lago, se vuole essere un’operazione culturale, è un’opera dilettantesca. Se vuole essere un’operazione manageriale, allora, deve riconoscere anche il rovescio della medaglia. A cominciare dalle conseguenze negative che porterà con sé. Per gli occhi, la natura e la qualità della vita.
21-10-2018 01:00
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