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23.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre e in Val Poschiavo dal 16 ottobre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Bregaglia
22.10.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2018
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo
26.09.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 10.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018

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GLI SCENARI di Luigi Bonanate
Immagini articolo
La giostra ideologica
gira da Trump a Orban
Luigi Bonanate


Che il mondo ruoti, addirittura vertiginosamente, tra governi di destra e di sinistra, non soltanto è normale e logico, ma è anche la prova della democraticità intrinseca della lotta politica: l’alternanza è un gioco di equilibrio che consente di re-distribuire periodicamente il potere politico tra classi politiche e rappresentanti di interessi e di poteri tra loro alternativi. Da quando il mondo ha scoperto lo strumento elettorale, le cose vanno così. Ma non bisogna credere che la democrazia sia soltanto ciò.
I contenuti continuano a contare, seppure meno di una volta, e lo spazio politico si è semplificato: non ci sono più due ali e un centro, ma soltanto le due ali opposte. Conseguentemente la notizia che le ideologie di destra e di sinistra siano scomparse si rivela una specie di fake news: che non sia vera lo dimostrano le campagne elettorali cui assistiamo giorno per giorno: Orban in Ungheria, Bolsonaro in Brasile, Hofer in Austria, Salvini in Italia, vanno al potere sull’onda di slogan oggettivamente reazionari e conservatori. In altri casi abbiamo grandi ascese di partiti di destra: in Svezia (un tempo patria della socialdemocrazia) e in Danimarca, in Germania (dove l’Alternative fur Deutschland è ormai fortemente rappresentata) e in Slovacchia. Nessuno di noi sbaglierebbe e attribuirebbe tali successi a delle politiche di sinistra!
A cambiare è anche la struttura del messaggio politico, che si è banalizzato, a destra come a sinistra, infrangendo il meccanismo della mediazione politica tra elettori ed eletti. Nell’"abc" della democrazia vige la condizione che il rapporto tra questi e quelli non sia diretto, ma mediato dal sistema dei partiti, i quali raccolgono le istanze e le proposte dei gruppi, che si organizzano intorno a determinati programmi, e le sottopongono alla valutazione di tutto l’elettorato. Oggi, invece, come ben sappiamo, da Trump ("America first") a Salvini ("Prima gli italiani"), a Bolsonaro ("Il mio partito è il Brasile"), e così gli altri, gli statisti si rivolgono direttamente alle folle, che galvanizzano con i loro slogan. Erdogan in Turchia realizza adunate con centinaia di migliaia di persone alle quali non si possono far giungere messaggi complessi ma soltanto programmi come "pace e lavoro" o "il nemico è alle porte"... In tali circostanze, il fascino del leader prevale sulla qualità delle idee politiche.
Che questi siano atteggiamenti alternativamente di destra o di sinistra cambia poco: la ruota della politica gira e si sofferma, di tanto intanto, qua o là. Proprio per questa instabilità oggettiva, è necessario che i sistemi politici abbiano istituzioni democratiche, che sono le condizioni di una "buona politica", come si dice oggi. Non si riducono le alternative, ma l’ampiezza dei loro contenuti si restringe, come una coperta che, se la tiri da una parte, lascia scoperta l’altra. Aver a lungo creduto che in politica non esistano più valori è stato un errore, perché il vuoto così formatosi è stato riempito da una comunicazione mediatica che ha sostituito i messaggi politici e ha una maggior capacità di farsi sentire. Ma dobbiamo continuare a saper scegliere.
21-10-2018 01:00
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