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23.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre e in Val Poschiavo dal 16 ottobre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Bregaglia
22.10.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2018
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo
26.09.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 10.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018

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DIARIO di Giuseppe Zois
Immagini articolo
Quelle domande
su una tragedia
Giuseppe Zois


Caro Diario,
a volte la cronaca ci mette in un serrato confronto con realtà dure, che ancor più in questo tempo di fragilità, vorremmo ostracizzare. Parliamo del dolore, della sofferenza, di un destino punitivo, appostato impietoso a cambiare di colpo la vita, tante vite che non saranno più le stesse. Non potranno, perché resteranno segnate da quell’esperienza malaugurata, eppure accaduta. Ogni notiziario, una ferita.
È UNA RADIOSA DOMENICA di metà ottobre. Una notte di viaggio in pullman da Colonia verso la verde Umbria. A bordo soprattutto giovani, con la loro allegra spensieratezza. Vanno verso Assisi, sulle orme di Francesco, un uomo che con il suo umile grande carisma continua ad affascinare in tutto il mondo dopo otto secoli. C’è una giovane accompagnatrice, una Sorella Luna di 27 anni, ricordata per il suo sorriso e la sua straripante gioia; ci sono due preti, uno all’esordio del suo ministero, due autisti. In totale, 25 persone che viaggiano serene mentre si alza un’alba carica di attese. All’improvviso, in autostrada, all’altezza di Sigirino lo scontro fra luce e buio. Il bus comincia a sbandare, esce dalla carreggiata, un botto tremendo e si schianta contro un pilone della segnaletica stradale: l’accompagnatrice muore, i feriti sono 14, due più gravi di tutti. Si possono ben comprendere lo sgomento e l’angoscia che pervade tutti, quanti sono a bordo e i soccorritori prontamente accorsi. La perizia tecnica sul torpedone posto sotto sequestro e l’inchiesta accerteranno le cause. Sono lacrime, squarci affettivi che per alcuni non si rimargineranno più.
DAVANTI A UN GRUPPO di giovani che si mettono in viaggio per un’avventura spirituale come un pellegrinaggio, è naturale chiedersi che cosa voglia dire Dio con questo dramma. Quanti perché! Nella lunga scia di domande, dentro un lacerante silenzio, tutti cercheranno e si daranno risposte non facili. Per molti rimarrà un enorme punto interrogativo che solo la fede, per chi crede, potrà sciogliere. Del resto hanno confessato dubbi e turbamenti anche Papi poi divenuti santi, rimettendo il tutto nelle mani di Dio, molto più sensatamente di certi discorsi che si fanno e si sentono, a volte anche nelle chiese. Vulnerabilità e inadeguatezza possono sovrastarci.
LA VITA VINCE, deve vincere sempre, ma in certi frangenti la disperazione ha il sopravvento. Stiamo avviandoci verso i giorni del ricordo dei nostri cari. A molti forse possono essere d’aiuto le parole di due grandi pensatori come Seneca e Socrate: se sapremo tener presente che non sappiamo quando sarà quell’ora (della fine), vivremo la nostra vita pienamente. Se accetteremo i dati truccati di una cultura che la vuole nascondere, moriremo senza avere mai vissuto veramente.
21-10-2018 01:00
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