Altri articoli
di 0
LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

Ecco come sarà
il Cardiocentro 1.0
L'INCHIESTA

Sembrano giocattoli
... eppure uccidono
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Il formidabile esercito
...che ora si rinnova
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Quel Modi indiano
piace a Usa e Cina
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Scacco a Tripoli
in quattro mosse
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Dall'Iran sino a Kim
donald alza il tiro
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Londra celebra Quant
la "madre" della mini
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
25.06.2019
Aggiornato il catasto del potenziale solare degli edifici con i dati di tettosolare.ch consultabili nel portale dell'Osservatorio ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
19.06.2019
Nuova veste grafica, contenuti e funzionalità per il sito della Divisione della formazione professionale
17.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, maggio 2019
13.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, giugno 2019
12.06.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 24 giugno 2019.
12.06.2019
Pubblicato il rapporto annuale 2018 sul programma di monitoraggio ICP-Waters [www.ti.ch/aria]
11.06.2019
Qualità dell'aria in Ticino: rapporto 2018 [www.ti.ch/aria]
07.06.2019
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha rinnovato il suo portale tematico, modificando e aggiornando parte della documentazione [www.ti.ch/commesse]
05.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel primo trimestre 2019
31.05.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, aprile 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

STORIE di Mauro Spignesi
Immagini articolo
"Fotografo la gente
e racconto il paese"
Mauro Spignesi


Messe una dietro l’altra, come in un immaginario puzzle animato, raccontano l’anima di una comunità forse meglio di un libro di storia. Perché qui, a Barni, meno di 700 anime sopra il lago di Como, sulla strada che costeggia il fiume Lambro a venti minuti d’auto dal confine svizzero, l’intero paese è finito dentro una mostra collettiva. "Un Paese in Posa", appunto, che racchiude insieme passione, tradizione, vicende umane e vecchi mestieri, che hanno attraversato quasi un secolo.
L’idea di scattare le fotografie di tutte le duecento le famiglie che vivono quassù a oltre 600 metri d’altezza è venuta a una insegnate delle scuole medie, Giulia Caminada, che ha voluto dare un taglio antropologico al suo lavoro. Caminada non è nuova a queste esperienze. Dal 1999 al 2002 ha portato avanti un progetto sul territorio di frontiera, "Le Terre del Lario e del Ticino dalla parte dei bambini", promosso da Provincia di Como e dal consiglio di Stato ticinese. Ora si è inventata un autentico museo etnografico a cielo aperto. Perché ogni ritratto è un brandello di storia che racconta un’altra storia, che scava lungo le radici e l’identità di un luogo. "Ogni persona che ho fotografato - racconta Caminada che è appassionata e studia il dialetto - teneva in mano un simbolo importante per la sua famiglia, quasi sempre un oggetto dimenticato, ripescato in soffitta". Ed ecco, allora, che sono tornati in vita gli attrezzi per la filatura, quelli della bottega del falegname, quelli dell’alpe usati per fare burro e formaggio, il vecchio aratro soppiantato dal trattore. O la pentola, la scaldina per rendere meno gelido il letto.
"Devo dire che quasi tutti gli abitanti hanno accettato di farsi fotografare", racconta Caminada. Ma questa mostra all’aperto, disseminata lungo stradine che si attorcigliano nel paese, con le grandi immagini in bianco e nero che spuntano negli slarghi che sembrano minuscole piazze, o nelle corti di Barni, non ha lasciato nulla al caso. Ogni ritratto viene presentato in un preciso luogo, con un oggetto appunto e con le persone, spesso nonni, figli, nipoti, generazioni che si trascinano dietro magari lo stesso soprannome e offrono il senso del tempo che corre e va via. "Appena abbiamo inaugurato la mostra - racconta ancora Caminada - quassù sono arrivati centinaia di visitatori. Anche molte scuole. Poi come è normale c’è stato un calo. Ma è bastato un articolo di giornale per far riprendere l’interesse e far risalire il numero di presenze. Anche molti turisti giunti dagli Stati Uniti per visitare il lago di Como sono rimasti incuriositi dall’iniziativa". Altrimenti non avrebbero mai saputo dell’esistenza di un paesino di nome Barni, dove c’è una chiesetta romanica con affreschi che risalgono al cinquecento e che è segnalata dal Fondo ambiente italiano (Fai).
Più di una volta gli antropologi hanno compiuto operazioni simili. C’è stato il caso di Arturo Zavattini che insieme a Franco Pinna e altri grandi reporter hanno scattato le immagini del sud Italia, restituendo in bianco e nero racconti di vita e ritratti di comunità, con i testi di Ernesto De Martino. Ma questo genere di narrazione, con l’irruento avvento della tecnologia, sembrava ormai in disuso. Ora da Barni invece riparte come una sorta di operazione di marketing della cultura popolare. "Una retrospettiva - si dice nella presentazione dell’iniziativa - che dà modo ai visitatori di entrare nelle radici di una comunità eletta a simbolo dell’Italia più genuina in uno scenario ambientale naturale e rilassante". Potrebbe essere un modello da replicare per far riassaporare alla gente il sapore delle cose semplici. Che poi, come ha spiegato Giulia Caminada, sono la memoria storica, il segno del "passaggio dalla civiltà della parsimonia a quella del consumismo, che proprio in questi anni è attraversata da una profonda crisi".

mspignesi@caffe.ch
23-06-2019 01:00

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Incendio
nel centro
di Parigi,
almeno 3 morti

Italia: così
gli scafisti
scaricano i migranti
a Lampedusa